Ieri il pressante ‘invito’ di Bankitalia ai vertici di Banca e Fondazione Mps ad avere, al piu’ presto, un ”solido parimonio e soci stabili”. Oggi un altro ‘appello’, altrettanto forte, da parte del ministero del Tesoro, perche’ l’ente ”si adoperi attivamente per stabilizzare l’assetto azionario della banca” riducendo la propria quota e favorendo, cosi’, ”l’ingresso di partner stabili”. Il tutto, specifica una nota, senza che dal Mef vi siano pressioni ad affrettare i tempi dell’aumento di capitale da 3 miliardi: ”il calendario e’ stato definito dall’assemblea dei soci della banca e non e’ in discussione”.
Non si ferma l’attenzione di tutto il mondo della finanza intorno a Banca Mps, il cui titolo oggi ha chiuso in negativo (-3,31%) dopo essere stato anche sospeso per eccesso di ribasso. Il comunicato del Mef e’ arrivato il giorno dopo l’incontro tenutosi in Bankitalia. Qui, ieri, si sarebbero visti il Governatore Ignazio Visco, il presidente e l’ad del Monte, Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, e la presidente dell’ente che controlla ancora il pacchetto di maggioranza relativa del capitale del Monte, Antonella Mansi. A quella riunione, a cui aveva fatto seguito la nota di Palazzo Koch, sarebbe stato presente anche un rappresentante del ministro Fabrizio Saccomanni. Un invito, quello del ministero, che oltre ad essere in linea con Bankitalia, sembra voler segnare l’equidistanza tra le parti smentendo quanti, nelle ultime settimane, hanno tirato per la giacca il ministro, cercando di farlo schierare o in favore del management della Banca o piu’ vicino ai vertici della Fondazione.
L’interesse di tutti e’ che Mps resti la terza banca del Paese con una stabilita’ patrimoniale che non puo’ essere quella data dai Monti bond, che devono essere restituiti allo Stato (e quindi serve l’aumento di capitale), ma anche una Fondazione che pur riducendo la sua partecipazione, collabori al futuro dell’istituto di Rocca Salimbeni. Profumo e Mansi, dopo l’incontro di ieri a Roma, il primo dopo la spaccatura sui tempi della ricapitalizzazione registrata all’assemblea del 28 dicembre scorso, sono tornati a lavoro. Oggi, tra l’altro, Giorgio Drago, ad di Palladio Finanziaria, indicata da alcuni organi di stampa nei giorni scorsi come una delle societa’ pronte a trattare con la Fondazione, ha smentito di essere interessato. Mansi, da giorni, ripete che ci saranno notizie fino all’eventuale chiusura di un accordo sulla cessione di una parte della quota del 33,5%. E, anche per rispondere alle indiscrezioni circolate, ha deciso di presentarsi venerdi’ scorso davanti ai pm senesi, titolari delle inchieste su Mps (Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso) che hanno aperto un nuovo fascicolo (insider trading e manipolazione di mercato le ipotesi di accusa contro ignoti) proprio dopo l’esposto presentato dalla stessa Mansi. Intanto c’e’ attesa a Siena per la nuova udienza domani davanti ai giudici del processo sulla ristrutturazione del derivato Alexandria. Per la prima volta nell’aula dovrebbe presentarsi l’ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, imputato insieme all’ex dg e all’ex capo area finanza, Antonio Vigni e Gianluca Balassarri, con l’accusa di aver occultato alle autorita’ di vigilanza il mandate agreement stipulato dal Monte con i giapponesi di Nomura. Prima di Mussari, che fino ad oggi non e’ mai stato presente alle udienze, verra’ sentito dai giudici anche Vigni.
































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