Mondiali, Olanda batte Brasile 3 a 0: è sul podio

Mondiali 2014, l’Olanda è sul podio, dopo aver battuto il Brasile per 3 a 0. Terzo posto per gli olandesi, dunque, in questo mondiale brasiliano. Nella finalina disputata a Brasilia, la squadra di Van Gaal ha inflitto la seconda sconfitta consecutiva ai padroni di casa del Brasile (dopo il 7 a 0 contro la Germania).   

Nel primo tempo segnano Van Persie al 3′ su rigore e di Blind al 16′, poi al 46′ del secondo tempo gol di Wijnaldum, proprio alla fine dei tempi regolamentari.

Un terzo posto che per l’Olanda vale 18 milioni di euro. Domenica l’attesissima finale, Germania contro Argentina.

IL COMMENTO Altri tre schiaffoni e via, il Mondiale del Brasile va in archivio nel peggiore dei modi. Non che la finalina di Brasilia potesse in qualche modo guarire le profonde ferite inferte dai tedeschi al "Mineirao", ma questa Seleçao anche stasera non ha mostrato ne’ orgoglio ne’ amor proprio, buttandosi via come in un’ideale prosecuzione della nottattaccia di Belo Horizonte. L’Olanda invece conquista – con il rigore di Van Persie e il primo sigillo di Blind (tutto nei primi 16′), poi al 91′ il gol di Wijnaldum – un meritato terzo posto che la lascia imbattuta per la prima volta nella storia iridata ma che alimenta ulteriore rammarico per quello che poteva essere e che invece non e’ stato.

In ogni caso, Louis Van Gaal lascia a testa altissima, la posizione di Felipe Scolari, nonostante un mito come Pele’ sia per la riconferma, e’ ai limiti dell’indifendibile. Dieci gol in due partite, Seleçao da horror. Due sorprese prima del fischio d’inizio: Neymar, idolo della torcida che infatti lo acclama dopo i fischi a Scolari, si accomoda in panchina nonostante l’infortunio; un problema muscolare dell’ultimissima ora invece costringe Sneijder al forfait: dentro De Guzman. Nonostante la rivoluzione di Scolari (fuori sei titolari con la Germania) e il rientro di Thiago Silva, per la Seleçao altro avvio da incubo: proprio Thiago Silva strattona Robben, sarebbe un fallo da espulsione con punizione dal limite, invece l’arbitro algerino Haimoudi concede rigore all’Olanda e ammonisce il capitano verdeoro. Protestano tutti, dal dischetto Van Persie infila il quarto gol del suo Mondiale.

Il trio alle spalle di Jo (bocciati Fred e Hulk) non ingrana, si vede soltanto Oscar ma prima che il Brasile abbozzi una reazione degna di questo nome, ecco il 2-0 arancione: lo firma Blind, figlio d’arte, con un destro all’incrocio che non da’ scampo a Julio Cesar dopo un maldestro rinvio di David Luiz.

I fantasmi del ‘mineirazo bis’ cominciano ad aleggiare al "Mane’ Garrincha", ma l’Olanda non ha la fame della Germania e il Brasile comunque riesce a destarsi, anche se dalle parti di Cillessen ci arriva con un tiro non indimenticabile di Oscar e con una punizione del talento del Chelsea sulla quale ne’ David Luiz ne’ Thiago Silva arrivano. Fernandinho per Luiz Gustavo, poi Hernanes per Paulinho (che fine ha fatto quello splendido centrocampista visto lo scorso anno in Confederations?), Robben prende calci un po’ da tutti e la difesa del Brasile si espone a spaventosi contropiede, il primo vero spavento per Cillessen arriva da un diagonale di Ramires mentre la punizione di David Luiz, saettante contro la Colombia, arriva docile tra le mani del portiere olandese. Neanche Haimoudi (pessimo stasera) da’ una mano alla Seleçao: passi per il dubbio mani di Vlaar sul cross di Maicon, ma trasformare un fallo solare di Blind (fuori per infortunio) su Oscar in simulazione, e’ davvero troppo per un Brasile sull’orlo di una crisi di nervi. Ci prova sempre Oscar, ma e’ davvero troppo poco.

Questa non puo’ essere la Seleçao. C’e’ tempo per un altro rigore non dato, stavolta all’Olanda, con Fernandinho che travolge Robben. Ma Haimoudi clamorosamente lascia correre. Gli ultimi minuti sono un’agonia per il Brasile, con l’Olanda che tiene palla con una facilita’ imbarazzante e al 91′ firma il tris con Wijnaldum sull’assist di Janmaat. E’ 3-0, e’ fallimento totale per il Brasile, ora costretto a tifare Germania per evitare, oltre al danno, l’atroce beffa dell’Argentina campione in casa propria.