Miss Italia, è divorzio ufficiale: non andrà su Rai1

Miss Italia, fine delle trasmissioni. A Viale Mazzini nessun margine di trattativa. La doccia fredda arriva dal direttore di Rai1 Giancarlo Leone che oggi ha confermato senza se e senza ma: ‘da gennaio scorso gli organizzatori del concorso sapevano che la prossima finale non sarebbe andata in onda su Rai1′. Il contratto che legava Rai e Miren, la societa’ che fa capo a Patrizia Mirigliani e organizza il concorso, e’ infatti scaduto con l’edizione dello scorso anno. Ma in serata in una nota il Concorso tiene a precisare che ‘il manager Lucio Presta, consulente di Miss Italia, aveva poteri limitati, per iscritto, al piano artistico – editoriale della manifestazione, ma non poteri di rappresentanza generale ed esclusiva in ordine a disdette e rinnovo di contratti. Questo ruolo spettava unicamente alla titolare del Concorso, che non e’ mai stata direttamente informata prima del 2 maggio. Non e’ vero – prosegue la nota – che la Rai abbia interrotto per tempo un rapporto istituzionalizzato, ma soltanto con una lettera arrivata il 2 maggio il direttore di Rai1 Giancarlo leone ha comunicato di non voler inserire Miss Italia nel palinsesto, mentre ancora il 3 maggio il direttore generale Gubitosi dichiarava che c’erano semplicemente dei ‘dubbi”. Miss Italia comunque dichiara "di essere pronta ad offrire alla Rai la manifestazione 2013 in modo assolutamente gratuito e di contribuire come di consueto agli oneri necessari’.

Secondo l’avv. Prof. Carlo Rienzi ‘finira’ sicuramente sul tavolo della Corte dei Conti, la vicenda per la quale oggi il direttore Leone ha annunciato, quando ormai le selezioni sono in corso, di non volere inserire la manifestazione nel palinsesto di Rai1′. ‘Guarda caso – aggiunge la nota diffusa dal concorso – cio’ avviene proprio il giorno dopo che la societa’ ha diffidato la Rai a dare seguito agli impegni assunti da 25 anni a questa parte di mandare in onda il programma’. Patrizia Mirigliani, che ha chiesto l’appoggio delle Associazioni degli Utenti Televisivi, segnala che "non accettare questa proposta, rifiutando una trasmissione che ha raggiunto sempre degli share altissimi negli ultimi anni, comporterebbe soltanto una perdita di milioni di euro per la Rai stessa con pesanti responsabilita’ erariali da parte dei suoi dirigenti’. La societa’ resta in attesa di un "urgente" incontro con il direttore Leone e il direttore generale Gubitosi per definire la situazione "al fine di evitare la perdita di centinaia di posti di lavoro nell’indotto e soprattutto un rilevante danno finanziario per l’azienda, che e’ gia’ in forte crisi economica’. Troppo costoso? Fuori dal tempo e ascolti al di sotto delle aspettative nelle ultime edizioni? Le ragioni dello scarso interesse della Rai per Miss Italia potrebbero essere tante.

Qualche avvisaglia si puo’ rintracciare gia’ nell’estate scorsa: in agosto, prima dell’edizione che incorono’ reginetta Giusy Buscemi, pur senza specifici riferimenti alla manifestazione di bellezza il presidente del consiglio di amministrazione Rai, Anna Maria Tarantola, in un’intervista al Secolo XIX auspicava una nuova immagine della donna, di cui il servizio pubblico si deve fare portatore. Ma sembra che il problema sia stato legato soprattutto ai costi: intorno ai cinque milioni. L’ associazione utenti radiotelevisivi, dal canto suo, si dichiara ‘perplessa per il fatto che la Rai preferisca spendere centinaia di migliaia di euro per la partecipazione di calciatori e star internazionali nei programmi tv, e poi rifiuti di prendere gratuitamente un prodotto che ha garantito negli anni share elevati’.

E ora? Nulla si sa su eventuali proposte, da parte di Mediaset o Sky, per un eventuale trasferimento dello show. ‘Io ritengo che il concorso stia bene in Rai – aveva detto Patrizia Mirigliani in un’intervista di qualche giorno fa. Finora sono 3.028 le ragazze iscritte alla kermesse 2013. Miss Italia 70 anni di polemiche e bellezza, si sono succedute intere generazioni di giovani e giovanissime, in cerca di un trampolino di lancio prima per il cinema e poi per la televisione, ha resistito agli anni della contestazione e del femminismo ortodosso come all’era virtuale della contemporaneita’. Dal 1959 e’ stato guidato da Enzo Mirigliani. Nel 1979 approda in tv, prima sui circuiti locali, poi su Canale 5 fino al 1988, e infine in Rai, che da allora fino ad oggi ha continuato a trasmetterlo. Da Silvana Pampanini alla Silvana Mangano da Gina Lollobrigida a Lucia Bose’ da Anna Valle in tante hanno giocato quella carta.