Quando si va in vacanza fuori dai confini nazionali, nei pensieri dell’italiano c’è, ovviamente in primo luogo l’Europa. Ma quando si può andare un po’ più lontano, allora non ci sono dubbi: c’è l’America, intesa come Stati Uniti e due destinazioni su tutte, New York e Miami. Due tipi di magia diversi, ma che attirano l’italiano che parte per una vacanza. La conferma è arrivata anche dai dati del 2013: se Londra e Parigi sono il top, al terzo posto ecco i grattacieli di Manhattan, se Berlino, Barcellona e Amsterdam, hanno fascino, sono più vicine e si spende un po’ meno, una volta che si deve salire su un aereo per un viaggio più lungo del solito, Miami non ha rivali. Ecco allora che ancora una volta l’accoppiata tra la Statua della Libertà e Ocean Drive ha fatto centro nonostante la lunga onda della crisi continui a farsi sentire. Ma anche sotto questo aspetto ci sono stati numeri interessanti nel flusso turistico degli italiani negli States: pur con riferimenti ancora parziali, l’Italia e la Svezia – con entrambe un +0,6% – sono gli unici Paesi europei a mostrare segni di recupero, mentre per esempio l’Olanda dopo i primi 4 mesi dell’anno aveva un -1,7%, andamento negativo confermato anche dalla Gran Bretagna, che da sempre rappresenta un punto di riferimento nel turismo verso gli States: -1%. Ecco allora che quel piccolo ‘più’ fatto registrare dall’Italia è un segnale da non sottovalutare perchè se il 2012 è stato chiuso con un 6,8% in meno rispetto all’anno precedente, crollo che ha fatto anche uscire l’Italia dai ‘top ten’ delle nazioni con il maggior numero di cittadini che visitano gli Stati Uniti, le previsioni complessive (in attesa dei dati ufficiali) per quello che riguarda il 2013 sono attestate su un +2% che anche se non pareggiano la grande perdita subita nei dodici mesi precedenti, almeno cancellano quel segno rosso che sembrava all’improvviso ormai
stabilizzato accanto al nome Italia.
Guardando poi il ‘forecast’, le previsioni a lungo raggio che arrivano fino al 2018, l’Italia solo nel 2014 dovrebbe segnare un piccolo regresso sull’ordine dell’1%, per poi riprendere la strada del segno positivo, un recupero che anche se lento, appare ormai sicuro e appunto nel 2018 si dovrebbe toccare nuovamente la cifra di 900.000 visite all’anno con New York ancora al vertice delle preferenze extraeuropee degli italiani.
Il 2013 nella ‘Big Apple’, aspettando le conferme dei dati ufficiali, sarà comunque ricordato con un nuovo anno record per il turismo: con 54,3 milioni di visitatori, un incremento del 54% da quando il sindaco Michael Bloomberg, 12 anni prima, prese in mano le redini della città. Una maniera migliore l’ex mayor di New York non poteva trovarla per chiudere il suo mandato e consegnare al successore Bill De Blasio una città con numeri senza precedenti. Un aumento del 3% rispetto al 2013 e dei 54,3 milioni di arrivi nella città 11,4 sono stati di turisti stranieri e per questo specifico settore, l’incremento ha raggiunto il +4,6%. L’impatto assoluto, da un punto di vista economico, è stato calcolato, per il 2013, in 57,8 miliardi di dollari, mentre quella che è definita ‘spesa diretta’ ha toccato i 39,4 miliardi di dollari, a confronto dei 36,9 del 2012.
Se New York parla di record, anche Miami si sintonizza sulla stessa frequenza: nel 2012 ‘Magic City’ ha festeggiato il proprio primato con 13,9 milioni di visitatori che hanno rappresentato un 3,5% in più rispetto al 2012. E la conferma che il turismo riesca a farcela anche in momenti economicamente non eccezionali, la si è avuta dall’analisi effettuata dalla Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), agenzia delle Nazioni Unite, che anche per il 2014 prevede una crescita del flusso, valutabile, in assoluto, attorno al 4,5%. Un trend positivo che si va ad aggiungere al 2013, anno in cui le aree che maggiormente hanno beneficiato di una crescita sono state in primo luogo l’Asia, quindi il Pacifico e infine l’Europa. In particolare, secondo i dati ONU, è stato il Sud-Est asiatico con il 10% la zona più reattiva, anche se come numeri totali l’Europa continua a guidare con 563 milioni di turisti, 29 in più rispetto all’anno precedente, seguita poi dall’America, soprattutto Nord e Centro, con 169 milioni (+9).
"I risultati positivi del 2013 e i miglioramenti nell’economia mondiale previsti per il 2014 – ha spiegato Taleb Rifai, segretario generale dell’UNWTO – creano le premesse per un altro anno positivo per il turismo internazionale. Ecco perchè l’UNWTO si appella ai governi nazionali per delineare strategie capaci di sostenere il settore".






























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