Un ritorno dal forte valore storico, culturale e umano. Per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, gli italiani di Zara e della Dalmazia si sono ritrovati nella città che per molti di loro rappresenta le proprie radici familiari, la memoria e una parte importante della propria identità.
Zara ha ospitato il 72° Raduno nazionale dei dalmati, un appuntamento che ha riunito circa 150 esuli e discendenti, organizzato dall’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune di Zara in Esilio.
L’iniziativa, conclusasi il 2 novembre, segna un passaggio significativo nei rapporti tra la comunità dalmata italiana e la propria terra d’origine.
L’incontro assume un significato particolare perché riporta una parte della diaspora italiana in una città dalla quale, nel secondo dopoguerra, tanti connazionali furono costretti ad allontanarsi.
Cultura, memoria e identità dalmata
Il programma del raduno ha alternato momenti culturali, riconoscimenti e occasioni di incontro. Tra gli appuntamenti principali, la consegna della 30ª edizione del Premio Tommaseo a Giuseppe Pino Giergia, figura leggendaria della pallacanestro zaratina.
Spazio anche agli studenti, con la premiazione dei partecipanti al Concorso 2026, e alla riflessione storica con la lectio magistralis “L’Adriatico e Zara”, tenuta dal professor Egidio Ivetic dell’Università di Padova.
Il programma ha compreso inoltre il 31° Incontro Cultura Dalmata, un concerto del presidente onorario Toni Concina e una visita alla Comunità degli Italiani Girolamo Luxardo.
Il legame con la Comunità italiana e la storia del maraschino
La tappa alla Comunità degli Italiani Girolamo Luxardo ha rappresentato uno dei momenti simbolici della manifestazione. La comunità, tornata a essere un punto di riferimento per la presenza italiana a Zara, porta il nome del fondatore della storica distilleria zaratina nata nel 1821.
La città è infatti conosciuta in tutto il mondo anche per il maraschino, liquore ottenuto dalle ciliegie marasche, una tradizione produttiva profondamente legata alla sua storia.
Il raduno ha così intrecciato memoria, cultura e identità, mostrando come il rapporto tra una comunità e il proprio territorio possa continuare anche attraverso le generazioni, nonostante le fratture della storia.
Italia e Croazia, una cooperazione che guarda al futuro
La presenza delle autorità diplomatiche italiane ha accompagnato un appuntamento che assume anche un significato istituzionale. Come sottolineato dai rappresentanti presenti, la possibilità di organizzare un raduno di questa portata a Zara è il risultato del clima di cooperazione tra Italia e Croazia, all’interno del comune quadro europeo.
Un segnale importante per gli italiani della Dalmazia e per i loro discendenti: la memoria del passato non deve essere dimenticata, ma può diventare anche uno strumento di dialogo e collaborazione.
Dopo oltre ottant’anni, ritrovarsi a Zara significa dunque molto più che celebrare una ricorrenza. Significa riaffermare un legame culturale e umano che il tempo e la distanza non sono riusciti a cancellare.





























