Mediaset, l’attesa continua: al ‘palazzaccio’ tutto il globo mediatico – di Laura Neri

Agli occhi di chi guarda, anche da oltre confine, pare una telenovela infinita quella che riguarda Silvio Berlusconi, l’uomo che in vent’anni ha attirato su di sé le attenzioni di diverse procure italiane, il leader politico più “perseguitato” – come dice lui – dalla giustizia, in Italia e nel mondo. Oggi, il giorno del giudizio: la sentenza della Cassazione per il processo Mediaset è attesa ad ore. Probabilmente, arriverà dopo le 17. Nel frattempo davanti al palazzo di Piazza Cavour cominciano ad assieparsi i cronisti che dovranno seguire l’evento. Qualche numero? Ieri erano 64 le televisioni che avevano fatto richiesta di accredito alla Suprema Corte. Dalla Danimarca all’Arabia Saudita, dagli Stati Uniti alla Germania. Tutto il globo mediatico è rappresentato davanti al “palazzaccio”, i cinque continenti interessati a sapere come finirà questa soap-opera. Berlusconi sarà davvero condannato? Se sì, che succederà? Sarà la fine del governo Letta? Tanti gli interrogativi, tante le incognite.

A Piazza Cavour il servizio di sicurezza ha fatto allontanare i giornalisti dalla scalinata di accesso allo storico edificio e così operatori d’informazione e cameraman hanno lasciato una dozzina di treppiede in prossimità dell’ingresso e cercato ombra al riparo degli alberi e dei palmizi sulla piazza. Il sole è massacrante, il caldo afoso, la temperatura vicina ai 40 gradi. I molti curiosi che dalle prime ore di stamane hanno stazionato nella piazza, si sono allontanati. Grande la curiosità degli stranieri che, con cappelli e bermuda di ordinanza, si avvicinano ai cronisti per chiedere che cosa succede. In diversi, quanto sentono il nome dell’ex premier, chiedono se in aula c’e’ anche lui. E al puntuale "no", se ne vanno. Carabinieri e polizia controllano metro a metro la piazza. Numerosi sono oltre ai camion delle televisioni i cellulari delle forze dell’ordine.

Ma sono i giornalisti e i loro operatori, più di altri, a vivere da tre giorni una situazione di disagio. Stipati nei furgoni delle tv, seduti in gruppo sulle scale del Palazzaccio, sdraiati nei giardini. Da 72 ore sono praticamente accampati davanti alla Cassazione. Alcuni di loro sono impegnati nei collegamenti in diretta, con radio o tv, chi scrive al pc portatile o si scambia messaggi via whatsapp, chi ne approfitta per un panino e una bibita fredda. Il passatempo preferito e’ il totosentenza, non tanto la condanna o l’assoluzione di Berlusconi quanto l’ora in cui verra’ letto il dispositivo della sentenza.

Nel frattempo, continuano le scommesse sull’esito del verdetto finale. I bookmaker internazionali avevano aperto il gioco sulla decisione della Cassazione per Silvio Berlusconi: con le scommesse sospese per l’imminenza del giudizio, i quotisti della sigla Betpassion forniscono i flussi di gioco sul "toto-sentenza" nel quale il 90% delle puntate e’ stato piazzato sulla conferma della condanna, esito favorito dai bookmaker a 1,47. Solo il 5% invece ha creduto in un’assoluzione definitiva dell’ex premier (un’opzione da 20 volte la posta), cosi’ come il 5% degli scommettitori ha giocato sul rinvio del procedimento a un nuovo appello, in tabellone a 1,70.