Marò italiani all’estero, l’India sospende procedimenti giudiziari

L’India ha sospeso ogni tipo di procedimento giudiziario nei confronti di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due marò italiani detenuti a New Delhi dal febbraio 2012 perché accusati di aver ucciso due pescatori indiani, scambiati per pirati, al largo delle cose del Kerala. La decisione è avvenuta nel rispetto della sentenza del Tribunale del mare di Amburgo, che l’altroieri, 24 agosto, aveva imposto a Italia e India di sospendere ogni tipo di procedimento in attesa del pronunciato dell’arbitrato internazionale chiesto dall’Italia.

La decisione della Corte Suprema, che ha comunque fissato un’udienza per il 13 gennaio 2016 per fare il punto della situazione, è stata accolta con favore dall’Italia, anche se l’agente del Governo italiano, Francesco Azzarello, non si sbilancia nei toni: "L’Italia ha preso atto della decisione assunta oggi dalla Corte Suprema dell’India di sospendere i procedimenti giudiziari relativi ai Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Tale decisione è coerente con l’ordinanza del 24 agosto scorso del Tribunale Internazionale del Diritto del Mare di Amburgo, che in tale senso si era espresso accogliendo la richiesta dell’Italia".

Resta però l’ombra sul futuro dei due fucilieri di marina, dopo che la corte di Amburgo ha respinto la domanda di rimpatrio di Girone e Latorre, dichiarandosi incompetente. Il primo dei due marò è attualmente in India, e risiede in una dependance dell’ambasciata, mentre Latorre è già da qualche mese in Italia per riprendersi da un ictus: proprio il 13 gennaio 2016 scadrà il permesso di sei mesi accordato dalla Corte Suprema indiana e dovrebbe far ritorno in India, ma lo stop ai procedimenti potrebbe stoppare anche il suo rientro.