M5S lontano dagli italiani all’estero, io lascio – di Emanuele Esposito

Emanuele Esposito, Noi Italiani nel Mondo

“E dei sentimenti non è così facile liberarsi come delle idee: queste vanno e vengono, ma i sentimenti rimangono” (A. Moravia)

Cambiano le stagioni, cambiano le mode, ma quello che rimane sempre, come scrisse nel romanzo "La Noia" Alberto Moravia, sono i sentimenti; ecco, per me e’ lo stesso, quelli nessuno al mondo potrà farmeli cambiare. I miei sentimenti sono e rimarranno tali per sempre, mentre le idee, quelle sono cambiate, o meglio, col tempo me le hanno fatte cambiare.

Quando segui un progetto ben delineato e con un obiettivo preciso, cerchi di contribuire affinché venga portato a termine nel migliore dei modi; se invece quel progetto non rispecchia più i principi fondamentali per cui e’ stato concepito, allora salta tutto.

Pochi anni fa, dopo una breve esperienza in altri movimenti, ho deciso di entrare a far parte del M5S: ne avevo condiviso le linee politiche, e alcune di esse, a dire il vero, continuo ancora oggi ad approvarle; però sul tema degli Italiani all’estero, purtroppo il movimento di Grillo e Casaleggio si mostra distante anni luce.

Dopo Imola, mi aspettavo un cambio di rotta, anche alla luce dei dati emigratori degli ultimi anni, che registrano un aumento notevole di giovani italiani che stanno andando via dall’Italia. Una  popolazione di quasi cinque milioni,  numeri che potrebbero corrispondere a una regione italiana, viene completamente ignorata dal Movimento di Beppe Grillo, che invece dovrebbe, grazie anche al contributo di tanti attivisti in giro per il mondo, dare spazio e sostanza a chi vive all’estero e dalla politica nazionale si sente escluso.

Pur condividendo tante battaglie del M5S in Italia, che considero l’unica vera forza di opposizione alla casta, su alcuni temi avrei preferito maggiore confronto con le altre forze politiche: non si può stare sempre sulle barricate, il dialogo in politica e’ fondamentale, specialmente quando si trattano temi forti, come lo ius soli, per fare un esempio.

Lascio il Movimento perchè ritengo che non ci siano più le condizioni per una collaborazione: si collabora quando le parti sono concordi e si battono insieme sui temi condivisi; se questa possibilità viene meno, non c’ è più lo spirito iniziale che aveva dato la spinta. Sono certo che mi attaccheranno da più fronti, facciano pure, ma la realtà delle cose non cambia: il M5S per gli italiani all’estero e’ assente ingiustificato, un dato non pervenuto; ne fanno parte tanti giovani e attivisti, ma i vertici del movimento evidentemente non ritengono proficuo interessarsi a questa parte di italiani.

Mi auguro che in futuro possano cambiare rotta politica per gli italiani nel mondo, considerandoli quello che sono:  una risorsa e non un peso. La mia partecipazione attiva per tutto quel che riguarda gli italiani nel mondo continuerà, in maniera diversa e forse ancora più incisiva, stando tra la gente e con la mia gente; la politica va fatta anche sul territorio e non solo sul web.

Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur: dinanzi alle troppe chiacchiere e ai pochi fatti, noi italiani all’estero rischiamo la fine di Sagunto, e questo governo, come del resto quelli precedenti, piano piano, nel silenzio dei nostri rappresentanti istituzionali, ci spazzerà via; la beffa è sapere che quelli che sono pagati per difendere i nostri diritti  se ne vanno tranquilli e indifferenti a passeggio per Roma. E non se ne vergognano.