Legge elettorale, dalla Cassazione via libera al referendum proposto da Lega e Centrodestra

Calderoli (Lega): “Così finalmente a decidere sara' il popolo e non il Palazzo". Ceccanti (Pd): “Lavorare in Parlamento per una nuova legge elettorale”

Con ordinanza depositata ieri l’ufficio centrale della Cassazione ha dato il via libera – per quanto di sua competenza – al quesito referendario per l’abolizione della quota maggioritaria del ‘Rosatellum’, proposto da otto consigli regionali guidati dalla Lega e dal Centrodestra. Adesso gli atti passano alla Consulta.

“Il via libera della Cassazione al referendum leghista in materia elettorale non aggiunge e non toglie nulla al dovere della maggioranza di fare una proposta di nuova legge elettorale nei tempi che sono stati indicati nel documento di intenti, ovvero il mese di dicembre”. Lo afferma Stefano Ceccanti del Pd. “Il quesito dovrà passare entro gennaio all’esame più difficile, quello della Corte costituzionale. È assai probabile che esso sia dichiarato inammissibile perché non sembra in grado di produrre una legge immediatamente operativa – osserva Ceccanti -. Tuttavia questo spetta alla Corte deciderlo. A noi, a prescindere da quell’esito, nel rispetto dovuto alla Corte, spetta di lavorare seriamente in Parlamento, a partire dalla maggioranza, ma in spirito di apertura verso tutti”.

Roberto Calderoli (Lega), vicepresidente del Senato, commenta: “Ci siamo! L’ordinanza con cui la Corte di Cassazione ha dato il via libera al quesito referendario per l’abolizione della quota maggioritaria della legge elettorale vigente, quesito proposto da otto consigli regionali, rappresenta il big bang del cambiamento, la bomba atomica che esplode spazzando via tutti i rigurgiti proporzionalisti di chi vorrebbe continuare con i giochini di Palazzo”.

“Questo via libera rappresenta un passaggio fondamentale per arrivare alla richiesta di un referendum abrogativo in materia elettorale finalizzato a ritornare ad un sistema elettorale che sia realmente maggioritario, per cui finalmente chi vince governa e chi perde va all’opposizione, chiudendo per sempre la fase dei giochini di palazzo finalizzati a nascite di Governi che non rispettano la volonta’ del popolo. Cosi’ finalmente a decidere sara’ il popolo e non il Palazzo”.