La Grecia chiede un altro prestito, Tsipras: ‘da Ue soldi solo alle banche’

Il premier greco Alexis Tsipras espone le sue ragioni davanti all’Europarlamento riunito in sessione plenaria, all’indomani del Consiglio europeo straordinario che ha "fissato" il termine di cinque giorni per evitare la prospettiva "Grexit", convocando per domenica prossima il vertice dei 28 Paesi dell’Unione. "La situazione greca – sottolinea Tsipras – non dipende dagli ultimi cinque mesi di governo, ma dagli ultimi 5 anni durante i quali gli aiuti non sono stati efficaci" e la "mia patria è stata trasformata in un laboratorio di austerità, ma l’esperimento è fallito. I soldi degli aiuti non sono mai arrivati ai cittadini, ma solo alle banche".

Un’accoglienza ambivalente quella riservata a Tsipras dall’assemblea, mentre oggi è stata formalizzata, da parte di Atene, la richiesta di nuovi aiuti al fondo salva Stati Esm: si parla di un prestito triennale la cui entità però ancora non è nota. Entro domani la Grecia presenterà il suo programma di riforme: Tsipras ha assicurato davanti al Parlamento europeo che alcune "distorsioni" ereditate dal passato saranno superate, attraverso ad esempio l’abolizione delle "baby pensioni", mentre degli interventi saranno fatti anche sull’Iva.

Il premier greco, comunque, oltre ad attaccare l’Europa dell’austerity, ha riconosciuto in pieno la responsabilità delle classi dirigenti elleniche negli anni trascorsi: "Non sono – afferma – tra coloro che danno la colpa agli stranieri: per tantissimi anni i governi greci hanno creato uno Stato clientelare, hanno alimentato la corruzione tra politica e imprenditoria e arricchito solo una certa fetta del popolo: il 10% del popolo detiene il 56% della ricchezza del Paese; e questa enorme ineguaglianza unita ai programmi di austerity, invece di correggere, ha appesantito la crisi".

Quello di Atene, sottolinea però Tsipras, è un problema non solo greco ma europeo e deve trovare la sua soluzione in ambito europeo. Domenica sarà l’ultima spiaggia: il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk sottolinea che "senza unità ci sveglieremo fra quattro giorni in un’Europa diversa: questa è l’ultima chance". Secondo Tusk, però, la richiesta di aiuti al fondo Esm rappresenta un "segnale positivo" in vista di domani, quando arriveranno le nuove richieste di Atene.