Non si spegne la polemica leghista su Cecile Kyenge. Anzi, all’indomani delle parole di Massimo Bitonci in aula al Senato sulla "negritudine" (nessuna offesa razzista, la specifica, solamente il riferimento a una precisa corrente culturale) profusa dal ministro dell’Integrazione e la pubblicazione da parte della Padania, giornale di partito del Carroccio, di tutti gli appuntamenti pubblici (a scopo intimidatorio, dicono i critici. "Tutto lecito" rispondono dal quotidiano "sono gli appuntamenti presi dal sito del ministero"), il fuoco continua a divampare.
La Padania non solo non si scusa e non fa marcia indietro, ma raddoppia inaugurando anche la rubrica "Qui Zanonato": "che è uomo, che è bianco, che è veneto, e che è in Cina – spiega il segretario della Lega Matteo Salvini – Un ministro che dovrebbe preoccuparsi dell’impresa in Italia e però è in Cina". E sulla Kyenge si giustifica così: "il sito del Ministero riporta pubblicamente i suoi spostamenti e i suoi incontri pubblici. Abbiamo fatto un ‘copiancolla’ non di dati riservati, sensibili o segreti, ma di quello che fa pubblicamente: quindi mi stupisce lo stupore". Intanto però fa notizia, per la coincidenza temporale, l’incontro odierno dello stesso Salvini con Marine Le Pen, leader del Front national francese, partito considerato xenofobo.
E mentre il leader storico del Carroccio, Umberto Bossi, prende le distanze dall’iniziativa della Padania ("pubblicità gratuita al ministro"), il governatore della Lombardia Roberto Maroni si dice "in disaccordo con chi sostiene che la Lega ha passato il segno". La bufera nel pomeriggio si sposta tra l’altro su Iole Santelli, deputata di Forza Italia, per una battuta da molti giudicata fuori luogo: ad Agorà, su Rai3, la Santelli spiega che "è profondamente sbagliato ogni volta che si parla di contrasto all’immigrazione confonderlo con il razzismo: sono due cose completamente diverse". Poi, riferendosi proprio alla Kyenge e alle persone di colore, individua ironicamente in loro "la fortuna di non doversi truccare, come noi". Tantissime le critiche che piovono sulla Santelli, che poi precisa e contrattacca: "Mi sembra oggettivamente un’inutile strumentalizzazione lo sdegno a scoppio ritardato su una frase estrapolata dal contesto e di significato opposto a quello che si vuol fare apparire. Nessuno durante la trasmissione e dopo nei commenti successivi ha dato alcuna valenza negativa alle mie parole. Questa strumentalizzazione è vero razzismo".
































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