Italiani nel mondo, su Imu e consolati troppo fumo e niente arrosto – di Eugenio Sangregorio

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Gli italiani nel mondo non hanno ancora ricevuto una risposta definitiva sul tema dell’Imu, sentitissimo dalle nostre comunità all’estero. Un tema su cui gli eletti oltre confine hanno detto tanto, ma fatto davvero poco. Non c’è dunque da sorprendersi se tanti connazionali residenti lontano dall’Italia continuano a lamentarsi dell’inefficienza dei propri rappresentanti in Parlamento: averli o non averli, non sembra faccia molta differenza.

Anche di fronte alla chiusura di 13 consolati italiani nel mondo, nonostante le critiche mosse alla Farnesina da parte di alcuni eletti all’estero – al riguardo registriamo l’assoluto silenzio degli eletti MAIE e PdL -, la reazione dei nostri parlamentari è stata troppo debole. Parole, parole, parole: non bastano più. Ci vogliono atti concreti, dimostrazioni di forza di volontà. Ci vogliono i fatti. Altrimenti non si otterrà mai nulla. Tanto è vero che il ministero degli Esteri ha già risposto alle critiche a modo suo: è vero, fa sapere, chiudiamo alcuni consolati ma apriamo tre nuove sedi in posizioni assai strategiche per la presenza dell’Italia nel mondo. Prendete e portate a casa, cari eletti.

Per quanto riguarda il Sud America, c’è poi la questione relativa alla “pesificazione” della pensione italiana in Argentina e Venezuela: i nostri pensionati riscuotono la propria pensione in moneta locale e non in euro, come invece dovrebbe essere. In questo modo, perdono circa il 50% del valore della pensione stessa. Su questo tema, a parte le buone intenzioni e le chiacchiere, cosa fanno i parlamentari eletti nell’America Meridionale?

L’USEI vuole di più per gli italiani nel mondo. Noi dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani esigiamo dai rappresentanti degli italiani all’estero in Parlamento il massimo, pretendiamo che riescano a risolvere ciò che non va, almeno per quanto riguarda le questioni più annose e più sentite dai connazionali. Possibile che tutto si debba fermare a comunicati e dichiarazioni? Siete o non siete all’interno del Parlamento? Avete o no la responsabilità di dare risposte agli italiani all’estero? Fatevi dunque portavoce delle loro istanze e lottate per difenderle! Invece, a guardarvi bene, sembrate sempre più molli, comodamente seduti sulle vostre poltrone, con la consapevolezza che in un modo o nell’altro voi il vostro stipendio e i vostri privilegi continuerete a mantenerli, facciate o non facciate il vostro dovere, mentre gli italiani all’estero continuano a sperare – inutilmente? – in un vostro colpo di reni. Sappiate dimostrare che voi valete.

*presidente Unione Sudamericana Emigrati Italiani