Italiani nel mondo, se oggi vanno all’estero ragazzi come noi – di Barbara Laurenzi

In queste ore sento molto parlare, nei tg, degli ultimi dati sugli italiani espatriati. Fino a 3 o 4 anni fa, quando veniva presentato il Rapporto sugli italiani nel mondo, eravamo in pochi ad occuparcene o, ad ogni modo, la notizia non veniva riproposta con questo clamore. In pochi ci ricordavamo che siamo sempre stati un popolo di emigranti e io trascrivevo quei dati che parlavano di anziani emigrati e di cervelli in fuga; ci sembrava tutto molto lontano.  

Oggi, invece, quel Rapporto racconta di ragazzi come noi, di amici e di parenti, che non hanno nulla di eccezionale se non la voglia di cercare in altri Paesi ciò che non trovano in Italia: un normale posto di lavoro, dove ti diano uno stipendio dignitoso, dove non ci sia davanti a te il solito raccomandato incapace, dove non si pretende che una donna scelga tra essere madre ed essere in carriera, dove chi deve pagarti, molto semplicemente… ti paga.

Più viaggio e più mi rendo conto che il genio italiano è impareggiabile. Il problema è che, poi, sono gli altri paesi a godersi le nostre eccellenze, perché noi siamo così stupidi da non saperle trattenere.