Italiani nel mondo, l’eletta all’estero Schirò rinuncia alla candidatura col Pd

“È una decisione che assumo con fermezza e, ad un tempo, con serena convinzione, motivata soprattutto dalla constatazione che su otto liste all'estero tra Camera e Senato, compaiono solo due donne capolista”

On. Angela Schirò, Pd

Angela Schirò, deputata uscente del Pd, rinuncia alla candidatura tra le fila del Partito Democratico per le elezioni del 25 settembre. Schirò era stata candidata alla Camera nella ripartizione estera Europa, proprio quella che l’ha eletta nel 2018.

In una lettera indirizzata ai circoli del PD – Europa scrive: “È una decisione che assumo con fermezza e, ad un tempo, con serena convinzione, motivata soprattutto dalla constatazione che su otto liste all’estero tra Camera e Senato, compaiono solo due donne capolista. Il valore aggiunto di una donna capolista non è stato riconosciuto. Non è stato riconosciuto, in particolare, nella ripartizione europea, che da sola raccoglie oltre la metà del corpo elettorale esistente fuori dall’Italia e che per questo ha un primario valore simbolico e di riferimento politico”.

“Comprendo la difficoltà di contemperare diverse esigenze e sollecitazioni, soprattutto se insistenti e ripetute, ma non ho mai inteso le candidature come caselle da riempire o cadeau da offrire ai concorrenti più volitivi, prescindendo da considerazioni riguardanti anche le persone e i rapporti che esse hanno intrattenuto con il Partito e, per gli uscenti, con i gruppi parlamentari. Sotto questo profilo, mi consentirete di sottolineare che, a parte il caso dell’amico Fabio Porta, per altro rientrato in Parlamento solo da qualche mese, sono l’unica parlamentare uscente a cui non è stata riconosciuta la dignità di guidare la propria lista”, conclude.