Italiani nel mondo, eletti all’estero senza pudore – di Nello Passaro

Restando ben attaccati alle loro poltrone e contenti di poterne ancora a lungo godere la loro comodità in termini di stipendi e privilegi da nababbi, con la speranza di continuare ad occuparle a loro piacimento, i nostri rappresentanti all’estero, dopo aver concesso la fiducia al governo in carica ed a quelli precedenti, che pure ci avevano bistrattati alla grande, adesso pensano di cambiare atteggiamento con esternazioni e ripensamenti vari.

Il MAIE rivede la sua fiducia nei confronti del governo attuale, Gianni Farina (Pd) si dichiara pessimista per quanto attiene la rete consolare, Aldo Di Biagio (Pi) invece si preoccupa del futuro del Senato, di cui – in caso di riforma – non farà più parte, Claudio Zin (MAIE) ammette di essere tuttora uno sconosciuto, altri invece smaniano nell’inventare pretestuose tematiche a conforto della loro esigenza di protagonismo. Ma no, così è troppo facile! E’ una vera e propria presa per i fondelli nei confronti di tutti i connazionali all’estero.

Diverso sarebbe stato il discorso, cari eletti oltre confine, se ai governi a cui attribuite le vostre responsabilità aveste saputo opporre un vero e proprio gioco di squadra inteso veramente e solamente a salvaguardare i nostri interessi, di noi italiani nel mondo. Invece che avete fatto? Vi siete persi nei meandri dei vostri partiti di riferimento senza ottenere da quest’ultimi delle garanzie nel portare avanti le nostre rivendicazioni o siete stati protagonisti di una vostra inconcludente politica esclusivamente individualista, fatta solo per vostra comodità o egoismo. Oggi cercate spudoratamente di rimbalzare la palla delle responsabilità cercando di uscirne immacolati.

E’ ora di finirla, non abbiamo nessuna fiducia nella capacità da parte di tutti voi di portare avanti una politica rappresentativa dei nostri interessi. Questioni gravi sul tappeto come rete consolare, Imu, Tarsu, istituti di cultura, fondi per i corsi di lingua e cultura, sono tutte questioni a cui voi non siete stati capaci di trovare una soluzione e fornire delle indicazioni propositive e credibili. Ma lasciateci in pace!