Progetto italiano in Cina. L’idea delle Tre Emme. Marketing, Management, Maintennace. Precisa richiesta cinese e testa tutta italiana. Un investimento da 3,8 miliardi di dollari. Il made in Italy e l’italian style, dal relax fino ai marchi di lusso, richiesto dalla Cina, oggi mercato trainante in continua espansione. La Cina avverte un’esigenza primaria, in questo momento: far fronte a un turismo di massa in continua crescita.
L’incidenza del turismo sulle spese della famiglie cinesi è cresciuta dal 4 al 32%. Il progetto è firmato Arcoretail, una costola di Arcotecnica, 23 milioni di fatturato nel 2013. Arcotecnica controlla Arcoretal, impresa specializzata nella fornitura di servizi chiavi in mano per il real estate. L’italianità ha colpito i cinesi. Prima li ha convinti, poi li ha conquistati.
Il made in Italy fa venire l’acquolina in bocca ai figli e ai nipoti di Mao. Il gigante Cina sceglie l’Italia per importare, vuole cambiare strategia, direzione, partner, dopo aver avuto per anni rapporti con società statunitensi. Ma il fatto più importante è rappresentato dall’acquisizione, da parte delle imprese italiane, di grande credibilità in Cina. L’accordo è stato sottoscritto a gennaio, con tanto di lettera d’intenti “e con una rapidità travolgente”, rivela Luca Bastagli Ferrari, amministratore delegato di Arcoretail. Accordo rapido nonostante la complessità delle operazioni e l’iniziale diffidenza cinese, rimossa da abili negoziatori e dal lavoro delle diplomazie. I cinesi manifestano grande voglia di viaggiare per scoprire le proprie origini e nuovi interessi. Un investimento da 3,8 miliardi di dollari per la costruzione di una cinquantina di “Destination center”. Il ritorno del pesante investimento è previsto entro quattro anni. Ma cosa sono i “Destination Center”?
Un mix di “Fashion Outlet”, dove sarà portato il lusso made in Italy, aree dedicate al divertimento, allo sport, alberghi con spa, spazi relax. Una formula studiata apposta per la Cina, esportabile però anche in altri mercati dell’Asia. Senza mai perdere di vista il concetto fondamentale: il mercato trainante è la Cina. I primi due centri saranno pronti a dicembre nelle aree di Chongquing e Chanagchoun.
La “formula outlet” ha trovato la massima espressione negli Outlet Village. Ma oggi si avverte l’esigenza di rinnovarla. Gli italiani sono proprio per questo in Cina. Il progetto prevede la costruzione e la gestione di una cinquantina di strutture. Il primo stock di diciannove sarà messa a disposizione entro tre anni. Arcotecnica ha inviato in Cina 220 dipendenti a inizio anno. Oggi sono diventati 255; saranno 290 a fine anno. Personale tutto italiano estremamente specializzato, tecnici impiantistici e addetti al marketing. Un trionfo, sotto questo aspetto: la Cina è la prima al mondo per la mano d’opera, i lavoratori sono tantissimi e costano poco, disposti ad operare 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. Ma nella circostanza i cinesi hanno preferito gli italiani. Li hanno scelti con l’obiettivo di portare l’Italia in Cina. Da parte cinese, il progetto è sostenuto da Jihua, azienda controllata dallo Stato, quotata alla Borsa di Shanghai. Fa capo al
colosso XingXing Catway International, è al 406mo posto di Fortune Top 500. I cinesi ci credono, sempre meno lontani all’Occidente e, in questo caso, molto vicini all’Italia. Il mondo è cambiato, tutto è cambiato, chissà se Mao avrebbe mai approvato. Jihua fornisce uniformi, accessori e la logistica all’esercito. Il suo scopo è la valorizzazione del vasto, immenso patrimonio immobiliare in 32 province della Cina, per attirare in quelle zone almeno 200 milioni di cinesi. Non è il caso di spaventarsi, la Cina è la Cina, il numero è questo, raddoppiabile entro il 2020.
Le italiane Arcoretail e Arcotecnica offrono ai cinesi la garanzia di un servizio a livello internazionale. Menti e lavoratori italiani, poi, stanno dimostrando che sono in grado di assicurare efficienza e l’eleganza del made in Italy. L’offerta è particolarmente ghiotta da una parte e dall’altra. Alle aziende italiane eventualmente interessate ad acquisire spazi commerciali nell’ambito dei Destination Center verranno assicurate garanzie di standard qualitativi nella costruzione e nella gestione. Differenti condizioni di costume e di clima impongono la costruzione di ogni centro diverso dall’altro. Jinhua, per dirne un’altra, potrebbe diventare partner di imprese italiane che vogliono posizionarsi in Cina. Laggiù c’è spazio per tutti.
































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