Italiani all’estero, Veneti nel Mondo ricevuti da Zaia

"I Veneti sono andati in giro per il mondo come lavoratori – ha detto il governatore del Veneto -. Ci sono più Veneti fuori dal Veneto che qui nel territorio regionale”

Italiani all'estero, Zaia riceve i veneti nel mondo. Nella foto, Venezia
Italiani all'estero, Zaia riceve i veneti nel mondo. Nella foto, Venezia

“Grazie di cuore, siete l’orgoglio veneto perché ne tenete viva l’identità. Incontrarvi ci fa ben sperare, ci dà la carica. Oggi il Veneto è sotto i riflettori, abbiamo un grosso progetto che è quello dell’autonomia, ed è un progetto legato al tema identitario”. Così il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha accolto per un saluto oggi, assieme all’assessore regionale ai flussi migratori Cristiano Corazzari, la delegazione dei Veneti nel Mondo, impegnata fino a domani nei lavori della Consulta e del Meeting del Coordinamento dei giovani veneti e giovani oriundi veneti, a Treviso.

“I Veneti sono andati in giro per il mondo come lavoratori – ha proseguito Zaia -, ci sono state due grosse migrazioni, quella di fine Ottocento verso l’America latina e l’altra nel Secondo dopoguerra. Ci sono più Veneti fuori dal Veneto che qui nel territorio regionale. Mi auguro, dopo lo stop forzato dovuto alla pandemia, di tornare presto a farvi visita. Sono stati anni pesanti. Ora siamo pronti a raccogliere da voi nuove istanze e finanziare nuove iniziative soprattutto indirizzate ai giovani che sono il nostro futuro”.

In precedenza, la delegazione è stata ricevuta dal Presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti.

“Antonio Pigafetta, vicentino tra i primi ad aver circumnavigato il globo – ha detto, salutando gli ospiti – non poteva sapere che qualche secolo dopo la sua impresa altri veneti avrebbero solcato i mari e gli oceani per cercare fortuna e nuove speranze di vita, fuggendo dalla povertà verso terre sconosciute, attratti magari da promesse non sempre mantenute dagli stati che li avevano chiamati per colonizzare nuovi territori. Altri veneti, invece, lasciarono la madrepatria per recarsi nelle regioni più ricche d’Europa dove il bisogno di manodopera era elevatissimo. Di qua come di là dell’Oceano, la fatica e i grandi sacrifici sopportati dai nostri emigranti fu impressionante e non dobbiamo dimenticare il duro prezzo pagato fino a pochi decenni fa dai nostri emigranti, dalle vostre famiglie che sono andate a creare la ricchezza e il successo di intere nazioni grazie al vostro lavoro. E grazie al vostro lavoro oggi c’è un Veneto fuori dal Veneto che è all’avanguardia in molti settori dell’economia, mentre la nostra Regione, che rimane la vostra madrepatria, è autentico motore dell’economia europea”, ha concluso.