Italiani all’estero e 4 novembre, CGIE invita a celebrare Giornata forze armate

"Novantanove anni fa, il 4 novembre, con l'entrata in vigore dell'armistizio, per l'Italia finì la Prima Guerra mondiale e con essa si compì il processo unitario nazionale”

“In occasione della ricorrenza del 4 novembre, per ricordare il giorno dell’unità nazionale e la giornata della forze armate, il Consiglio generale degli italiani all’Estero invita le rappresentanze istituzionali all’estero (i Consolati, i Comites, le Associazioni italiane nel mondo, le Scuole, gli Enti Gestori e le organizzazioni del terzo settore) ad organizzare ovunque iniziative per celebrare questa giornata commemorativa in ricordo dei militari e dei civili caduti in guerra a difesa della Patria e per l’onore dell’Italia”. Lo scrive il segretario generale del CGIE, Michele Schiavone, in una lettera aperta.

“Novantanove anni fa, il 4 novembre, con l’entrata in vigore dell’armistizio, per l’Italia finì la Prima Guerra mondiale e con essa si compì il processo unitario nazionale, iniziato in epoca risorgimentale, che aveva portato alla proclamazione del Regno d’Italia il 17 marzo del 1861. Molti sono i militari e i civili italiani deceduti all’estero, in diversi continenti, nelle due Guerre mondiali. Tanti sono i cimiteri in cui sono sepolti e infiniti i campi di battaglia dove si spesero i nostri connazionali, chi con convinzione per realizzare i loro ideali, chi invece per obblighi di leva”.

“Sulle loro tombe, in tutti i posti del mondo, il CGIE si reca idealmente per porre un mazzo di fiori e per raccogliersi in preghiera di gratitudine e riconoscenza. Ricordare le gesta e gli atti di eroismo di militari e civili, caduti per la patria e per costruire le condizioni di una libera convivenza tra i popoli, è un obbligo morale e contestualmente un dovere. Perciò, forte deve essere il messaggio rivolto ai depositari del potere per affermare la pace, pedagogico il richiamo alle giovani generazioni cresciute in un’epoca tranquilla, perché inequivocabili si manifestano ai nostri giorni i segnali di una ripresa delle armi a livello planetario”.

Per il segretario generale del CGIE “la pace è la condizione indispensabile per custodire e praticare i valori fondanti sui quali è stata edificata la nostra Repubblica e si sono definite le regole della nuova civiltà dopo i mostruosi conflitti mondiali. Quei valori sono enunciati convintamente nella nostra carta costituzionale, che recita ‘L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…’ . Memori delle tragedie causate dalle due ultime guerre mondiali in cui persero la vita oltre venti milioni di persone tra militari e civili impegniamoci affinché il nostro Paese continui ad essere promotore di pace e i nostri cittadini vivano in condizioni di prosperità, tolleranza e solidarietà”.