Italiani all’estero, CGIE: “Centro America, Africa e Asia orientale senza rappresentanti. Tabella da rivedere”

Michele Schiavone, Segretario CGIE, chiede al governo di "riformare le leggi di rappresentanza degli italiani all'estero che non sono più adeguate”

Michele Schiavone, Segretario Generale CGIE

Michele Schiavone, Segretario generale del CGIE, commentando le difficoltà legate alle passate elezioni dei Comites e alle prossime elezioni dei consiglieri dello stesso Cgie, chiede al governo di “riformare le leggi di rappresentanza degli italiani all’estero che non sono più adeguate a soddisfare le esigenze di una popolazione aumentata in maniera notevole e radicatasi in ogni continente”.

“Nelle tristi e difficili condizioni della pandemia, si sono volte le elezioni per il rinnovo dei Comites e sono previste anche quelle dei futuri consiglieri del Cgie: fino ad oggi – continua Schiavone – non è stato possibile analizzare i risultati elettorali dei Comites la cui partecipazione è stata la peggiore della storia in assoluto. È necessario conoscere le ragioni della debacle, capire che cosa non ha funzionato e perchè molte procedure non abbiano risposto alle attese, affinché questa brutta storia non si produca mai più, invece di nascondere i fatti sotto il tappeto”.

Dal 3 al 23 aprile lo scadenziario preparato dal Ministero degli Esteri prevede la convocazione delle assemblee-Paese per le elezioni di nuovi consiglieri; dovranno eleggere complessivamente 43 consiglieri in rappresentanza dei Paesi con il maggior numero di cittadini iscritti all’Aire, che andranno ad aggiungersi ai 20 consiglieri nominati dal governo.

Nella nuova tabella di ripartizione dei consiglieri tuttavia ci sono dei cambiamenti, sottolinea Schiavone: “Benché i numeri rispondano all’applicazione aritmetica della legge costituiva del Cgie, notiamo che l’Africa non avrà più un rappresentante e lo stesso dicasi per l’Asia orientale – territorio di destinazione della nuova mobilità – e neanche il Centroamerica, Paesi nei quali la presidenza italiana è considerevole”.

“L’assenza di queste realtà all’interno del Cgie è grave e irrispettosa dei diritti dei nostri concittadini all’estero; le loro rappresentanze devono avere voce nelle decisioni che li riguardano e non possono essere delegate a consiglieri che devono occuparsi di vari continenti”.

“Il Cgie chiede che, nonostante il decreto ministeriale ricevuto questa mattina, la tabella venga rivista e vengano ripristinati i principi fondamentali ispiratori della legge e venga accresciuto il numero dei consiglieri di almeno 4 unità per assegnarli esplicitamente a quelle aree del mondo rimaste scoperte, dotazione che non avrebbe alcun impatto economico. Sarebbe infine opportuno prevedere un election day il 23 aprile, che permetterebbe ai partecipanti di programmare la propria presenza”, conclude Schiavone.