Italiani all’estero, Sorriso (CGIE) al Pd: ‘ma di quale svolta parlate?’

Rappresentanti dei Comites e del CGIE in Nord America continuano in questi giorni a scambiarsi idee e opinioni per email. Un dibattito virtuale scatenatosi dopo la lettera inviata al ministro degli Esteri Federica Mogherini, nella quale si davano dei suggerimenti per consentire un corretto svolgimento delle elezioni dei Comites – da tenersi entro fine anno – e per fare in modo che a queste partecipassero più connazionali possibile.

Fra gli altri, è intervenuto anche Augusto Sorriso, membro del Comitato di presidenza del CGIE, che puntando il dito contro gli eletti all’estero del Pd, ha detto: “ma di quale successo o svolta parlate? Arriviamo a queste elezioni dopo cinque anni di rinvii senza uno straccio di riforma! Avete svilito tutta la nostra buona volontà. Avete ridotto (tutti, non solo i rappresentanti Pd) i Comites ad organi ormai svuotai di qualsiasi forza politica di intervento. Del CGIE non avete mai preso in considerazione le richieste e le proposte, vi è servito solo per fare passerella e per denigrarlo poi in altra sede quanto più possibile. Ovviamente in tutto questo vi sono rare eccezioni, che però non hanno inciso e purtroppo alla fine anche queste eccezioni hanno dovuto chinare il capo alle necessità superiori del partito".

Fucsia Nissoli, deputata Pi eletta in Nord America, è intervenuta nel dibattito e con una mail ha dato la propria disponibilità per trovare soluzioni valide alle richieste di Comites e CGIE Usa. Ma Sorriso – che è anche coordinatore del MAIE in Nord America – si chiede “dove erano i nostri rappresentanti mentre si faceva (e come si faceva) il decreto, eppure il Sottosegretario Giro e’ dello stesso partito della Signora Nissoli. Bisognava intervenire allora. Nessuna protesta fino alla lettera dei Comites, tutti zitti e tutto bene. Dopo la lettera, dopo il voto in Commissione, tutti a correre. Noi rappresentanti periferici sappiamo le cose a fatti avvenuti, voi parlamentari dovreste sapere prima, informare tutti ed incidere su decisioni che riguardano gli italiani all’estero, ma questo e’ forse chiedere troppo. Chiedere troppo però è anche rivoltare la frittata. Chiedere collaborazione e dare disponibilità ora è solo la richiesta di un alibi”.

“La lettera appartiene ai Comites ed al CGIE, non necessita di intermediari. Se però l’On. Nissoli e gli altri parlamentari  vogliono, possono efficacemente intervenire chiedendo in sede di conversione le modifiche richieste nella lettera o lo stralcio o votando contro per far capire che i deputati eletti all’Estero non sono lo zerbino dove i partiti italiani possono pulirsi le suole”. L’obiettivo, per Sorriso,  è avere “la possibilità di far votare il maggior numero possibile di connazionali ed una data che sia quella giusta per raggiungere questo scopo”.