Italiani all’estero, referendum Svizzera: ‘Mai più statuto degli stagionali’ – di Barbara Laurenzi

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Uster – Musica e parole per dire ‘no’ allo statuto dello stagionale. Si è svolta venerdì 21 marzo, a partire dalle 19.30 presso la Villa Grunholzer di Uster, la presentazione del libro ‘Bambini proibiti-Verbotene Kinder’.

La serata è stata organizzata dall’Associazione Culturale Svizzera Italiana con il duplice scopo di sensibilizzare il pubblico sul tema della presenza straniera in Svizzera, in risposta al recente referendum nel quale il 50,3% della popolazione elvetica ha votato a favore dell’introduzione delle quote di ingresso per i lavoratori extracomunitari.

La lettura di alcuni brani tratti dal libro si è alternata alle musiche di Umberto Castra e Luigi Fossati. Non solo canti degli emigrati e tarantelle ma anche note più ricercate come quelle di De Andrè e Branduardi hanno accompagnato la presentazione per “aprire i cuori e lasciar passare la sensazione di solitudine che vivevano i piccoli figli degli stagionali, nascosti nelle loro stanze” come ha spiegato la psicoterapeuta Marina Frigerio.

“Il dramma dei figli degli stagionali era conosciuto, anche se tenuto nascosto. Si viveva nel terrore di essere scoperti. Una volta – ha raccontato Frigerio – sono stata perfino invitata al Maurizio Costanzo Show ed ho preferito non andare, per non mettere in pericolo le vite dei piccoli che seguivo” ha ricordato ancora l’autrice, che in passato ha collaborato come free lance con Unicef Svizzera e si è sempre impegnata nella difesa dei diritti dei minori.

Ogni brano, sia letterario che musicale, è stato accompagnato da alcuni gesti e momenti evocativi durante i quali l’autrice mostrava al pubblico oggetti appartenuti ai piccoli protagonisti del suo libro, come giocattoli abbandonati o libri di fiabe. L’evento è stato introdotto da Marco Badilatti, responsabile del reparto letterario della fondazione Villa Grunholzer, mentre la seconda parte, seguita alla lettura dei brani e dedicata al dibattito con il pubblico, è stata moderata da Fausta Borsani, nota esponente della comunità italiana locale.

Nella sua introduzione, Badilatti ha ricordato proprio il recente e contestato referendum spiegando che “se si dovessero imporre dei limiti all’immigrazione, le ripercussioni non sarebbero solamente interne alla Svizzera ma coinvolgerebbero anche le politiche degli altri paesi europei e il loro rapporto con il nostro piccolo paese che, invece, è sempre stato tradizionalmente multiculturale e aperto al mondo”. “Mai più statuto degli stagionali” ha poi invocato Frigerio a conclusione dell’evento, sulle note di Bella Ciao.

“La cultura è il primo veicolo che utilizziamo per sostenere la comunità italiana in Svizzera e, in particolare, a Uster e Zurigo – ha spiegato a margine dell’incontro Sandro Bombardi, segretario dell’Associazione Culturale Svizzera Italiana e principale promotore dell’evento -. Questo incontro è solo l’ultimo di una lunga serie che ha visto, ad esempio, la partecipazione al cartellone cinematografico dedicato ai migliori film italiani con la proiezione, lo scorso anno, della pellicola di Pino Esposito presso il Kino-bar di Uster, con il relativo dibattito insieme all’autore”.

“Ora intendiamo continuare a crescere e proseguire con la diffusione della cultura italiana come veicolo per una sempre maggiore affermazione della nostra comunità. Auspico – ha aggiunto Bombardi – una maggiore collaborazione tra le associazioni del settore. Siamo numerosi e tutti ci dedichiamo all’italianità. Desideriamo tutti la medesima cosa, mantenere vivo il legame con l’Italia e diffonderne le bellezze e le eccellenze. Abbiamo lo stesso obiettivo e, per questo motivo, penso che dovremmo unire le forze per tagliare traguardi ancora più importanti”.

Lo stesso auspicio è stato espresso dal presidente dell’Associazione Culturale Svizzera Italiana, Franco Di Benedetto. “E’ importante che ci sia una maggiore collaborazione, se lavoriamo divisi otteniamo la metà di quello che potremmo fare insieme. Questo evento è la dimostrazione dei risultati che si possono raccogliere quando un lavoro è fatto bene”.

“L’Associazione Culturale Svizzera Italiana – ha spiegato Di Benedetto – si occupa da anni di cultura, formazione, informazione e integrazione. Organizza corsi di informatica e di lingua, promuove eventi di carattere artistico, sociale e culturale. Promuove dibattiti bilingue, proiezioni cinematografiche e presentazioni letterarie. È importante, inoltre il nostro apporto al tema dell’integrazione, poiché ci relazioniamo costantemente con i maggiori esponenti delle autorità locali e comunali per la risoluzione dei problemi legati alle collettività italiane”. Diversi infatti gli esponenti politici svizzeri che, a titolo personale, erano seduti nel pubblico.

“Noi ci mettiamo passione  impegno e sono sicuro che anche le altre associazioni siano animate dalla stessa profonda motivazione. Rivolgo un appello, quindi – ha concluso Di Benedetto -, affinché le realtà associative e culturali italiane presenti in Svizzera collaborino maggiormente e si uniscano per tagliare il traguardo comune”.

Barbara Laurenzi