Italiani all’estero, Pessina (Fi) replica a Fedi (Pd): con Renzi è un disastro assoluto

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“Ho letto l’intervento che Marco Fedi, deputato eletto all’estero del Pd, mi ha dedicato alcuni giorni fa. Lo ringrazio, perché mi dà la possibilità di sottolineare ancora una volta quanto l’attuale governo sia contrario agli interessi degli italiani all’estero”. Così Vittorio Pessina, responsabile italiani all’estero per Forza Italia.

Marco Fedi, eletto all’estero con il Pd e residente in Australia, nella sua ultima newsletter scriveva: “Persino Pessina dovrà ammettere l’incontestabile realtà dei dati, la forza della storia e della memoria. L’unico Governo che per gli italiani all’estero non ha assolutamente mai fatto nulla, ma proprio zero, nisba, è il Governo di centro-destra che ha governato con solide maggioranze dal 2008 al 2011”. Fedi ricordava che il governo Berlusconi IV aveva eliminato l’ICI per tutti, ma non per gli italiani all’estero, costretti a pagare dopo decenni la tassa comunale tanto odiata dagli italiani.

Ma Pessina non ci sta e replica con forza. “Come ho già avuto modo di dire – scrive il senatore – forse è vero che con il governo Berlusconi, dal 2008 al 2011, per gli italiani nel mondo non tutto è stato rose e fiori. Per quanto riguarda l’IMU in particolare, punto su cui si è focalizzato Fedi, quel governo avrebbe certamente potuto fare di più e meglio. Detto questo, ribadiamo ancora una volta il concetto: nemmeno quel governo tanto criticato ancora oggi dalla sinistra è riuscito a fare peggio dell’attuale esecutivo. E il perché è sotto gli occhi di tutti: Matteo Renzi e i suoi ministri sembrano essersi completamente dimenticati delle necessità dei milioni di connazionali residenti oltre confine. E il fatto che durante questa legislatura sia stato introdotto l’esonero IMU per i pensionati italiani residenti all’estero – ma solo per quelli che ricevono una pensione anche dallo Stato che li ospita – appare più una discriminazione nella discriminazione, piuttosto che una soluzione reale che vada incontro ai desiderata degli italiani residenti nei cinque continenti”.

“L’Imu, tuttavia – sottolinea Pessina -, è solo un aspetto della questione. Ma che può dire Fedi riguardo alla rete consolare italiana, massacrata dal governo e da una Farnesina targata Pd? Le chiusure di consolati e ambasciate di primaria importanza nel mondo hanno causato enormi disagi alle comunità italiane interessate da tali provvedimenti. Basta citare, uno su tutti, il caso di Santo Domingo: un’ambasciata, la più grande del Centro America e dei Caraibi, che ha chiuso i battenti, abbandonando di fatto migliaia di connazionali. Uno schiaffo a una comunità che nel corso degli anni è invece cresciuta e ha contribuito senza dubbio al progredire dei rapporti bilaterali tra l’isola caraibica e il nostro Paese. Una scelta, quella del ministero degli Esteri, condivisa dal governo Renzi e che però è stata giudicata dal Tar del Lazio folle e sbagliata. Vogliamo poi parlare della tassa di 300 euro che i discendenti degli emigrati italiani nel mondo sono costretti a pagare per fare domanda di cittadinanza? Una vera e propria gabella che in alcuni Paesi del mondo, penso per esempio al Sud America, rappresenta una cifra esorbitante. Soldi che non andranno nelle casse di consolati e ambasciate, e che dunque non contribuiranno a migliorare i servizi ai nostri connazionali. Oltre al danno, la beffa”.

Pessina continua: “Le prese in giro di questo governo nei confronti dei connazionali non si contano più: tagli ai patronati, tagli a lingua e cultura, con Istituti italiani preposti che chiudono invece di essere riformati e valorizzati maggiormente. No,chiunque abbia un minimo di buon senso, non può affermare che questo governo guardi con attenzione all’universo dell’emigrazione. E’ esattamente il contrario. Lo dimostrano anche le elezioni Comites dello scorso aprile, organizzate in fretta e furia, e male, che hanno sollevato polemiche da ogni parte. Per non parlare del nuovo CGIE: un Consiglio Generale che taglia intere zone del mondo e che concentra la propria rappresentatività solo in Europa, quando al contrario il resto del globo meriterebbe ancor più attenzione, visto le distanze geografiche e politiche”.

“Forse – concede il senatore – non possiamo affermare che il governo Berlusconi IV sia stato per gli italiani nel mondo un toccasana: ma certamente la verità che Fedi e i suoi compagni del Pd continuano a nascondere, è che l’esecutivo guidato dall’ex sindaco di Firenze ha rappresentato finora il peggio in relazione agli italiani nel mondo e alle loro istanze. Ecco perché ci chiediamo, ancora una volta, come gli eletti all’estero del Partito Democratico possano continuare a sentirsi produttivi e leali con i loro elettori in un governo del genere. Ma forse ha ragione chi scrive e afferma che alla fine per loro è tutta una questione di poltrone. Altrimenti, sarebbero i primi a dover mettere in discussione la fiducia a questo governo. Ma il coraggio, in politica, è cosa rara”.

“Concludo sottolineando il nuovo corso di Forza Italia per quanto riguarda gli italiani nel mondo: in pochi mesi, il dipartimento che ho l’onore di guidare ha ripreso i contatti con tante comunità italiane oltre confine che si sentivano abbandonate. Con il sostegno del presidente Berlusconi, stiamo riallacciando i legami con chi nel corso degli anni è stato protagonista del centrodestra all’estero e allo stesso tempo stiamo lavorando per organizzare un gruppo di persone nuove, motivate, giovani e meno giovani, ricche di energia e passione, che sono certo daranno un nuovo impulso a quello che sarà il centrodestra del futuro, anche oltre confine. La vera partita da giocare sarà quella delle prossime elezioni politiche: noi ci stiamo preparando fin da adesso e anche durante queste settimane estive non smettiamo di tenere i contatti con il territorio e di partecipare al dibattito politico. Da settembre, poi, Berlusconi ha già annunciato importanti novità. Con il nostro presidente in prima linea – conclude il responsabile italiani all’estero di Forza Italia -, anche oltre confine riusciremo a riconquistare la fiducia di tanti elettori che sono convinto torneranno a scegliere di votare per il centrodestra, un centrodestra più forte, rinnovato, con lo sguardo puntato al futuro. Per mandare a casa Renzi e i suoi ministri pasticcioni”.