Italiani all’estero, il CGIE si rifiuta di interessarsi al caso dei truffati di Zurigo

Ancora una volta è fallito il tentativo di fare interessare il CGIE alla triste vicenda dei tanti anziani connazionali truffati dal direttore dell’INCA/CGIL di Zurigo nella sede dell’INCA/CGIL. Questa volta è stato il Consigliere Augusto Sorriso – come lui stesso ha raccontato a ItaliaChiamaItalia – a chiedere che se ne discutesse nel recente Comitato di Presidenza alla luce del fatto che l’INCA/CGIL è stata condannata in tutti i gradi di giudizio, in via definitiva, a restituire il maltolto. Per non farlo il patronato ha deciso di chiudere in Svizzera.

Nulla da fare. Il Segretario Carozza ha dapprima risposto, come sempre aveva fatto nelle precedenti occasioni, che non era opportuno entrare nel merito di vicende giudiziarie. "Ma come?" – è sbottato il Consigliere Ferretti – "la vicenda giudiziaria in Svizzera è conclusa con la condanna dell’INCA/CGIL". "Però l’INCA/CGIL si è comportata correttamente nelle sue funzioni di patronato" continuava a ripetere come un mantra Carozza. Come a dire che un medico ha violentato alcune pazienti nel suo studio però come medico era ineccepibile. Altri argomenti di Carozza: "Solo per pochissimi casi l’INCA è stata condannata", oppure "Tommasini intanto si è fatto rifondere dalla cassa pensioni svizzera". Da parte del segretario generale CGIE nessuna voglia di affrontare l’argomento: come ha spiegato Sorriso a ItaliaChiamaItalia, “siamo stati zittiti in dieci minuti”.