Italiani all’estero? Ecco quali sono i cervelli che andranno via dall’Italia – di Margherita Genovese

Non sono quelli dei giovani cosiddetti talentuosi, che una volta all’estero fanno presto a sparare a zero sul nostro Paese: invitati ad Agorà, a Ballarò, dalla Gruber o da Lerner, questi nuovi pseudo-economisti, che vengono segnalati dai conduttori come cervelli emigrati nelle università di Oxford o di Vattelappesca (purchè siano estere tutto va bene), si impegnano egregiamente a pontificare contro il nostro governo, che dovrebbe, a sentir loro, ridistribuire risorse a vantaggio di chi non le ha. Ma come? E qui viene il bello, udite udite: stamattina ad Agorà un giovane genio, abbastanza arrabbiato e abbastanza supponente, ci faceva sapere dall’alto dei suoi studi che in Italia "non siamo tutti uguali: ci sono pensionati da 3000 euro al mese e pensionati da 500". Ma guarda che scoperta! Questo grande esperto di economia e di welfare, che deve avere studiato parecchio per arrivare a questa dotta conclusione, lo sa chi sono i pensionati da 500 euro? Lo sa che nel nostro Paese esistono le pensioni sociali elargite a chi MAI ha versato contributi allo Stato e che quindi sono in pratica "regalie" introdotte dal legislatore per senso di civiltà e di solidarietà? E lo sa, come dovrebbero saperlo tutti i pseudo-giornalisti d’inchiesta che inseguono le nonnine al mercato per carpire le loro doglianze, che con l’aumento della speranza di vita e l’abbandono dei figli ingrati, e’ cresciuto il numero dei pensionati completamente a carico dello Stato, mentre per la suprema legge morale, nonche’ divina, questi anziani in difficolta’ dovrebbero essere a carico dei figli che li hanno sfruttati? 

Che c’azzecca confrontare la mia pensione di 1500 euro al mese, maturata dopo quarant’anni di lavoro e di contributi, con quella di chi MAI ha versato allo Stato alcunchè e ha lavorato solo a beneficio di figli mostruosamente insensibili?

Ecco quali saranno tra non molto i "cervelli" che se ne andranno all’estero: quelli dei pensionati di buon senso appartenenti alla classe media, che non potendo più vivere in Italia perche’ i politici vogliono espropriarli dei diritti conquistati in anni di lavoro e di sacrifici, cercheranno di riprendersi la loro dignità altrove, cambiando la residenza e pagando le tasse in un Paese dove la loro pensione di 1500 euro non sarà considerata ricchezza e non sarà decurtata per accontentare i giovani disoccupati parassiti della società che hanno votato Grillo e aspettano di ricevere la loro regalia senza averla meritata.

Quante falsità su questi giovani nullafacenti che spillano denaro a genitori e nonni e lo consumano a suon di spinelli telefonini e birre! Che imparino un mestiere, che vadano a fare gli elettricisti, i meccanici, gli idraulici, gli agricoltori, invece di fingere di studiare nelle universita’ pubbliche, mantenuti da famiglie inconsapevoli o dalle cento furbizie che l’Ise consente per ottenere le cosiddette borse di studio (non più legate al merito, ma al reddito!).

Povera Italia, povero Paese diventato straniero, povera Patria ingannata e ferita! Siamo stanchi di dover avere paura che l’escalation delle promesse  dell’ex comico Grillo e dell’ex giurista Rodotà suo sorprendente alleato, malati entrambi di protagonismo, spinga un centrosinistra finora prudente a inseguirne le orme e a mettere in discussione le nostre  pensioni: se Enrico Letta non ce la farà, e non ce la farà, ci aspettiamo il diluvio. Scappiamo, finchè siamo in tempo!