Italiani all’estero, caso Giacchetta: due schiaffi alla Cgil! – di Andrea Verde

«La giustizia elvetica se ne fotte degli eletti. E che ciò sia di monito ai prossimi furbetti». Con queste parole Antonio Zulian, anima storica dell’emigrazione italiana in Svizzera, ha commentato sull’Italiano la sentenza del tribunale distrettuale di Zurigo che ha condannato, con ben due sentenze, la Inca-Cgil a risarcire, con tanto di interessi, le vittime di quella che é diventata «la madre» di tutti gli scandali; la truffa perpetrata dal direttore dell’ufficio Inca-Cgil di Zurigo, Antonio Giacchetta, che, distraendo ad uso personale oltre un milione di euro frutto di risparmi di una vita di lavoratori italiani, ha di fatto rovinato loro la vita. Gli ignari pensionati, convinti di far fruttare il loro denaro, si sono ritrovati sul lastrico. Come nella favola di Pinocchio sembrava che i truffati fossero i truffatori. E se questa favola ha un lieto fine é solo perché la giustizia elvetica non assomiglia neanche un po’ a quella del paese di Acchiappacitrulli e perché il gatto e la volpe dal campo dei miracoli sono finiti direttamente in pellicceria.

Marco Tommasini può finalmente tirare un sospiro di sollievo. Grazie ai tribunali elvetici si é sgretolato quel muro di gomma dietro cui si era riparato il sindacato comunista, complice l’ignavia della politica. Da destra non si é osato cavalcare una sacrosanta battaglia contro l’opacità dei patronati, strutture oscure, dalla contabilità poco chiara grazie anche all’assenza di rigorosi controlli. Il caso Giacchetta poteva essere l’occasione per denunciare lo sperpero di una quantità enorme di denaro pubblico (i patronati esteri ci costano oltre 400 milioni di euro all’anno) a cui non corrisponde un’adeguata qualità di servizi. Se il centro-destra fosse stato più coraggioso, avrebbe potuto far leva su questo scandalo per procedere allo smantellamento di buona parte dei patronati, accorpandone le funzioni ai consolati. Si sarebbero fatte economie e ci si sarebbe mossi nella direzione della trasparenza. Ma chi doveva condurre questa battaglia? I deputati del Pdl eletti in Nord e Sud America che fanno fatica a dire tre parole in italiano? O Picchi & Fantetti, coordinatori del Pdl in Europa, in letargo permanente, capaci solo di scopiazzare una proposta di legge di Antonella Rebuzzi? Il centro-destra aveva una larga maggioranza in Parlamento; poteva fare una sana bonifica, ma non ne ha avuto né la forza, né il coraggio!

Se l’atteggiamento del centro-destra sul caso Giacchetta é stato fin troppo passivo, quello della sinistra é stato omertoso al punto da sfiorare l’indecenza. L’Inca-Cgil, respingendo ogni addebito, pensava di aver liquidato la faccenda con la cacciata di Giacchetta. I deputati e senatori del Pd, sempre solerti quando c’era da criticare Berlusconi, si sono ben guardati dal mettersi in polemica con il loro potente sindacato. Tutti zitti! Sperando magari che intervenisse il governo a togliere loro le castagne dal fuoco… Ha taciuto l’On. Franco Narducci, Pd, eletto nella ripartizione estera e residente proprio in Svizzera, uno che il mondo del patronato lo conosce bene; ha taciuto l’On. Gianni Farina, anche lui residente in Svizzera, di solito molto loquace. Ha taciuto pure l’On. Laura Garavini, la paladina anti-mafia de noantri…

Del deputato ex Idv residente in Svizzera non parlo per amor di Patria!

I truffati hanno subito umiliazioni su umiliazioni; abbandonati dalla politica, abbandonati dalla giustizia italiana ancora ferma alle indagini preliminari, cacciati dalla forza pubblica quando osarono recarsi nella sede Inca di Zurigo per chiedere spiegazioni. Il tribunale di Zurigo ha reso loro giustizia; quella giustizia negata dalle istituzioni italiane. Il nostro pensiero va a coloro che non ci sono più, che non ce l’hanno fatta e che sono morti di crepacuore. Italiani, umili, modesti ma pieni di dignità come gli eroi di Marcinelle, caduti per riscattare, con il duro lavoro, la dignità dell’emigrazione italiana. Questi nostri eroi, guidati dall’indomito Tommasini, hanno reagito ai soprusi, alle violenze morali, hanno resistito al dolore fisico, all’ignavia, all’indifferenza e alla fine hanno vinto. Sono loro i veri eroi italiani! Quelli che non si piegano davanti alle ingiustizie; ne facciano ammenda i politicanti nostrani!