Italiani all’estero, ‘sono ancora io il presidente del Comites di Filadelfia’: parla Ferrigno

Nei giorni scorsi su ItaliaChiamaItalia abbiamo pubblicato una nota diffusa da alcuni consiglieri del Comites di Filadelfia nella quale si raccontava di una mozione di sfiducia nei confronti del presidente, Salvatore Ferrigno, poi approvata. Oggi Ferrigno, ex deputato di Forza Italia, scrive al nostro quotidiano online per chiedere “una smentita ufficiale”, perché – sottolinea “a Filadelfia il Presidente del Comites è stato e continua ad essere l’on. Salvatore Ferrigno”.

Secondo l’ex parlamentare “non vi è stata alcuna sfiducia” nei suoi confronti, ma – a suo dire – “la presentazione di una illegittima e assolutamente non valida mozione di sfiducia” da parte della minoranza. Poi l’attacco al giovane Carmine Berardi, secondo quanto scrive Ferrigno “già decaduto da membro in quanto dimessosi in data precedente, ovvero l’11 ottobre 2015, quindi qualcuno mi deve spiegare come poteva sfiduciarmi”.

Per Ferrigno “questo ennesimo calunnioso tentativo di diffamazione nei miei confronti è assolutamente lesivo per la mia immagine. Non credo che questo atteggiamento persecutorio e ingiusto sia corretto alla luce del fatto che al di là di qualsiasi divergenza politica, mi ritengo una persona onesta che non ha mai avuto alcun avviso di Garanzia o possa mai essere stato indagato per qualsiasi cosa, sia in Italia che nel resto del mondo, continuando da sempre a mantenere una condotta morale assolutamente corretta”.

Ferrigno ricorda di avere speso oltre trent’anni della sua vita “al servizio dei cittadini italiani residenti all’estero, rappresentandoli in Parlamento e aiutandoli quotidianamente nella mia circoscrizione nelle più svariate vicissitudini”.

“Vi siete mai chiesti – prosegue Salvatore Ferrigno – che fine hanno fatto gli altri ex parlamentari eletti all’estero?

Quanti di loro continuano ad essere interessati al destino dei nostri connazionali? E quanti di loro continuano gratuitamente come me ad assisterli giornalmente?”. La nota di Ferrigno alimenta ancor di più il caos all’interno del Comites di Filadelfia.