Lieve ripresa per l’industria dell’ospitalità italiana nel 2013: indici di occupazione camere (R.O.) in crescita dello 0,8% dopo la flessione del 2012 ma con prezzi medi in discesa (-1,7%), sempre più influenzati dalle OTA e in particolare da Booking. Le performance migliori le fanno registrare Firenze e Torino, entrambe con segno più rispetto allo scorso anno sia per occupazione camere che per prezzo medio.
Il bilancio annuale 2013 (gennaio-dicembre) presenta un andamento disomogeneo, segnato dalla crescita (leggera: +0,8%) dell’occupazione camere ma anche dalla flessione del prezzo medio (-1,7%).
E’ la conferma di un trend registrato lungo tutto l’arco dell’anno con la buona performance occupazionale garantita da una spiccata flessibilità dei prezzi … soprattutto verso il basso.
Le 46 città capoluogo monitorate dall’Italian Hotel Monitor presentano R.O. leggermente migliori di quelli dello scorso anno. Guardando nel dettaglio le singole località, emergono evidenti flessioni e sorprendenti incrementi, con due città che si elevano su tutte le altre: Firenze che fa registrare un +3,7 a livello di R.O. e un +2,5% di prezzo medio, e Torino con un +2,2% di R.O. e un +2% di prezzo medio.
Le rilevazioni mensili di Trademark Italia, a consuntivo 2013, evidenziano la tenuta della città leader e le difficoltà delle città “minori”. Il barometro dell’economia alberghiera italiana mostra un passo avanti della Room Occupancy annuale in 17 capoluoghi di provincia (sui 46 monitorati), con 14 città nelle quali è stata superata la soglia “psicologica” del 60% di occupazione camere, riconosciuto sinonimo di “solidità gestionale”. Sopra quota 70%, anche quest’anno, solo la città di Firenze. Sono invece 10 le città, localizzate prevalentemente nel centro-sud, nelle quali l’occupazione camere si attesta al di sotto del 50%, segnale evidente di contrazione della domanda.
In termini di occupazione camere dopo Firenze (74,5%), salgono sul podio Roma (69,8%) e Venezia (67,4%) … entrambe in crescita rispetto al 2012.
Per quanto riguarda il prezzo medio (a quota 110,04 euro su base nazionale), la città più “cara” è risultata Venezia con oltre 145 euro (-0,5% rispetto al 2012), davanti a Milano (125,97 euro, in calo del 4,2% sul 2012) e Firenze (124,37 euro, in salita di 2,5 punti percentuali).
L’insieme degli indicatori mostra chiaramente un discreto andamento anche a Genova (dove la R.O. è cresciuta del +4,5%, miglior incremento a livello nazionale, a scapito di una leggerissima flessione dell’ADR -0,2%) e Como (+1% di R.O. e +0,1% di Average Daily Rate).
Analizzando separatamente i diversi segmenti aIberghieri, IHM mostra che
• gli hotel 5 stelle e 5 stelle L mantengono la posizione con il +0,7% di occupazione camere e il medesimo livello delle tariffe;
• la fascia Upscale (4 stelle) è più altalenante con +0,8% di occupazione camere ma a fronte di una flessione dei prezzi pari al -1,7;
• le strutture Midscale (3 stelle) sono in marcata difficoltà con l’occupazione in calo dello 0,6% e i prezzi in discesa di ben 3 punti percentuali.
Le prospettive per il 2014 sono orientate verso un mantenimento della performance e una minore remuneratività aziendale (lo prevedono 7 albergatori su 10). Potrebbero migliorare quelle città che dispongono di elevate quote di turismo internazionale sia leisure che business. Redditività e margini operativi, secondo gli albergatori del Panel, rimarranno stabili solo a fronte di marcate economie gestionali.





























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