Imu italiani all’estero, Tacconi (M5S): l’ingiustizia continua

“Ancora una volta gli italiani all’estero sono stati dimenticati e discriminati”. E’ quanto afferma l’On. Alessio Tacconi, l’unico deputato del Movimento 5 Stelle eletto all’estero, dopo aver esaminato la legge di stabilità 2014 recentemente varata dal Governo. Tacconi ha infatti evidenziato l’iniquità del provvedimento nei confronti dei cittadini italiani residenti all’estero: non solo la loro unica casa di proprietà in Italia è considerata seconda casa, ma – di fatto –  esclude tale categoria di cittadini anche dalla possibilità di usufruire di agevolazioni ed esenzioni sulle nuove tasse sulla casa (TARSI e TASI).

“Il comma 18 dell’Art 20 della  Legge di stabilità, – prosegue Tacconi –  ricalca infatti, in tema di TARSI, la disposizione già introdotta in materia di IMU dal D.L. n. 16 del 2012, rimettendo ai singoli comuni la decisione se ‘considerare direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta dai cittadini non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto a condizione che non sia locata’. Allo stesso modo l’art. 20, comma 18 stabilisce che i comuni, con apposito regolamento possano  prevedere riduzioni tariffarie ed esenzioni nei casi di ‘abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo’ e di ‘abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero’. Come purtroppo è successo in passato – fa notare Tacconi – i comuni, confrontati dai cronici problemi finanziari e dal sempre minor gettito derivante dai trasferimenti statali, si guarderanno bene dal deliberare in senso favorevole a tali categorie di cittadini”.

“Sarà perpetrata ancora una volta una palese ingiustizia contro una categoria di cittadini che ha contribuito non poco, con le proprie rimesse, al rilancio economico dell’Italia e che non merita l’accanimento di una tassazione così iniqua, che, aggiunta ai nuovi recenti balzelli, li vedrà in molti casi costretti a disfarsi di quanto faticosamente costruito per coltivare  un senso di legame con l’Italia”.

Il grillino eletto nella ripartizione estera Europa auspica quindi che le Commissioni riunite Bilancio e Finanze possano far proprio un emendamento che superi il principio di discrezionalità da parte dei comuni nell’applicazione dei criteri per stabilire la nozione di abitazione principale e per la previsione delle agevolazioni riguardanti la TARSI e la TASI. “L’accoglimento di tale modifica – conclude il deputato – non modificherebbe il giudizio complessivamente negativo sulla manovra, ma avrebbe il merito di sanare un’evidente ingiustizia nei confronti dei nostri connazionali residenti all’estero”.