Imu italiani all’estero, ecco come stanno davvero le cose – di Marco Fedi

Dopo l’intervista rilasciata a ItaliaChiamaItalia da parte di Marco Fedi, deputato Pd eletto all’estero e residente in Australia, tanti i commenti di cittadini italiani nel mondo sul punto che riguarda l’Imu per i connazionali residenti oltre confine. Così l’onorevole decide di intervenire per fare chiarezza – e noi lo ringraziamo – con una nota invitata al direttore del nostro quotidiano online. Eccola pubblicata qui sotto. 

L’INTERVENTO

Caro Direttore Filosa,

          ho riscontrato in alcuni lettori di ItaliaChiamaItalia una propensione dialettica che mi spinge a chiarire, con una sostanziale conferma, il senso delle risposte date nell’ultima intervista. Naturalmente rispondo alle argomentazioni mentre mi astengo dall’esprimere valutazioni sulle offese, poche ancorché neurotoniche nella varietà.

Intanto sarebbe utile fare uno sforzo, vale anche per il sottoscritto, per rimanere sul tema. L’equiparazione prima casa ai fini della esenzione totale IMU è oggi prevista unicamente per i pensionati di pensione estera e in convenzione internazionale, ai quali è stata inoltre accordata una riduzione di due terzi delle imposte TASI e TARI. È un buon risultato, raggiunto al Senato con un Decreto del 2014 e migliorato in questa legge di stabilità  con l’introduzione dell’esenzione totale per i pensionati succitati dal pagamento della TASI. È un buon risultato anche tenuto conto del fatto che i pensionati in Italia non sono automaticamente esclusi: lo sono solo se hanno un’unica abitazione dove hanno la residenza anagrafica e la dimora abituale.

Giova quindi ricordare che, per esempio, chi ha casa in Sicilia ma vive, lavora e paga fitto a Roma deve pagare per la casa in Sicilia sia IMU, che TASI, che TARI. Anch’essi sono emigrati (in Italia) ma le tasse le pagano.

Ho quindi detto che se la logica della nostra azione è la parità di trattamento, chiedere l’equiparazione automatica per tutti equivale a chiedere, usando un eufemismo, una "speciale considerazione", non un diritto sacrosanto. E nonostante ciò il nostro ruolo ed impegno deve essere ed è stato di tutelare al meglio diritti ed interessi – anche se solo storici, morali ed umani – dei nostri connazionali. Solo questo ho detto, non altro. Senza rinunciare, perciò, a presentare emendamenti che riflettono le istanze del mondo dell’emigrazione. Che abbiamo puntualmente presentato.

Dobbiamo tutti fare uno sforzo per dirci le cose come stanno. Le detrazioni fiscali e le agevolazioni fiscali, invece, sono un sacrosanto diritto per chi vive all’estero ma produce la gran parte del suo reddito in Italia e dobbiamo quindi garantire la parità di trattamento tra lavoratori, visto che le abbiamo già estese in ambito UE. Marcavo le differenze tra i due temi, non li ponevo in alternativa.

Fino alla abolizione dell’imposta comunale sugli immobili, che ricordo ci ha regalato il Governo di centro-destra, i residenti all’estero godevano di un regime "speciale" in cui l’abitazione in Italia era automaticamente equiparata alla prima casa. Da quella cancellazione di "stato speciale" sono iniziati i nostri problemi, che ci trasciniamo dietro, e che possiamo affrontare solo se guardiamo in faccia la realtà.

Oggi il clima economico e sociale è mutato e dobbiamo stare molto attenti ad avere basi solide per le richieste e le proposte che avanziamo. Siamo quindi di fronte ad una richiesta che non parte dalla negazione di un diritto, come qualcuno ha scritto (perché tale diritto non è riconosciuto come ho detto neanche agli italiani emigrati in Italia) ma dal riconoscere una condizione particolare, come abbiamo scritto nel parere della III Commissione affari esteri, in una discussione in cui le opposizioni erano rappresentate solo dal M5S.

Infine sul canone RAI. Non ci divertiamo a dire le cose come stanno. Allo stato dell’arte non vi è un regime di esenzione speciale, come detto da alcuni. Abbiamo la continuità del regime in vigore, paghi se hai televisore e antenna, a cui si aggiunge l’utenza elettrica. In sostanza, se pagavi sulla base dell’antenna continuerai a pagare, se sfuggivi, ma hai un’utenza elettrica a tuo nome, non sfuggirai più. Resta fermo che per gli evasori si applicano le sanzioni. Per queste ragioni abbiamo presentato un emendamento anche sul tema del canone Rai.

*deputato Pd eletto all’estero, residente in Australia