Il 16 giugno, in mille piazze italiane, è prevista, come annunciato dal premier Renzi, una manifestazione del Partito Democratico, per celebrare la scomparsa di una tassa altamente impopolare qual è l’Imu sulla prima casa. Peccato che questa imposta, opportunamente definita impopolare, venga cancellata a tutti i cittadini italiani senza limiti di reddito e venga mantenuta per i nostri connazionali residenti all’estero possessori di un unico immobile in Italia, che da anni lottano attraverso i loro rappresentanti istituzionali per il riconoscimento di un diritto negato.
Essi saranno chiamati ad ingrassare i Comuni di loro appartenenza in Italia per contribuire: a) al pagamento di stipendi agli stessi dipendenti che si limitano solo a timbrare il loro cartellino per poi assentarsi sistematicamente dal lavoro; e ai molti altri che, pur presenti sul posto di lavoro, rispondono ai bisogni dell’utenza in base ai loro stati umorali, soprattutto se questa è residente all’estero; b) a contribuire su servizi da cui gli italiani all’estero sono completamente esclusi, non essendo usufruibili perche’ non residenti; c) a contribuire su servizi parzialmente usufruibili data la limitata presenza dei connazionali del mondo sul territorio nazionale; d) a contribuire, loro malgrado, a tutte le disfunzioni, le ruberie, gli atti di corruzione del nostro apparato burocratico.
Il 16 giugno per tutti gli italiani all’estero non esenti dal pagamento di questa imposta puo’ essere consacrato come una data storica funesta in cui si celebra e si rinnova la discriminazione tra gli italiani all’estero e i loro connazionali in Italia.
I nostri eletti all’estero, dal loro canto, si limitano intanto a ricordarci impietosamente, ma anche in modo quasi provocatorio, le date di scadenze dei pagamenti, rivendicando il loro impegno per cercare di risolvere la questione; senza rendersi conto (?) di essere stati fautori di un inganno e di un compromesso lesivo degli interessi di tutti i loro elettori, in nome dei quali si erano portate avanti campagne elettorali che avrebbero dovuto condurre alla soluzione del problema a favore di tutti.
Riporto, tuttavia, qui di seguito il contenuto dell’e-mail di risposta alla mia richiesta di informazioni circa l’attuale stato dell’iter parlamentare relativo alla proposta dell’eliminazione dell’Imu a favore di tutti gli italiani all’estero avanzata dall’On. Tacconi. “Le comunico – scrive il deputato Pd – che la mia proposta di legge sull’esenzione IMU per gli Italiani all’estero non è stata ancora assegnata all’esame delle commissioni parlamentari competenti. Nel frattempo sto cercando di coinvolgere il più alto numero di deputati possibile in modo che la proposta possa trovare un terreno ricettivo quando finalmente sarà assegnata e discussa. Ho anche avuto contatti con colleghi del Senato e penso che la stessa proposta possa essere presentata da un collega senatore anche nell’altro ramo del Parlamento: nutro la speranza che un’azione congiunta possa ottenere risultati apprezzabili”.
“Nella prossima legge di stabilità – prosegue l’eletto all’estero – avremo un’idea più precisa se i vincoli di bilancio e le priorità dell’esecutivo lasciano concrete possibilità di successo. Da parte mia, in questo momento, posso solo continuare a seminare per cercare di raccogliere consensi attorno alla proposta. La terrò senz’altro informata”.
Inspiegabile appare tuttavia la lentezza riscontrabile nella mancata assegnazione di tale proposta all’esame delle commissioni parlamentari competenti. I tempi per la prossima finanziaria sono gia’ stretti e il raccolto potra’ essere buono se oltre alla semina ci sarà il tempestivo e determinato interesse da parte di tutti gli eletti all’estero a concorrere, con fatti concreti, al risultato che tutti gli elettori si aspettano. Da parte di ItaliaChiamaItalia l’augurio di buon lavoro e buon proseguimento all’on. Tacconi e a tutti i suoi colleghi.






























Discussione su questo articolo