Immigrati, centri sociali, abusivi: bordello Italia – di Leonardo Cecca

Con al legge n° 75 del 20/2/1958, nota come legge Merlin, veniva disposta in Italia la chiusura delle case di tolleranza e l’abolizione della regolamentazione della prostituzione. Ora, con i 3 governi non votati dai cittadini, ma molto voluti da Napolitano, nel nostro Paese non ci sono più case di tolleranza perchè è tutto un gran casino e non vedere questa realtà significa essere o goffamente schierati oppure in malafede.  

Facciamo una breve disamina dei fatti più eclatanti: siamo invasi da immigranti che, oltre a costarci un occhio della testa, vengono anche invitati a venire da noi, ma loro in compenso distruggono i centri di accoglienza, fanno scioperi ed occupano persino immobili cui non hanno diritto; praticamente sono i nuovi "veri padroni" e vengono da noi perchè sanno che qui possono fare ciò che vogliono. Queste occupazioni abusive sono spesso e volentieri giustificate da sindaci che farebbero bene a fare un altro mestiere e giustificate persino da magistrati i quali parlano di "stato di necessità" dell’occupante, come se il proprietario e/o l’assegnatario non avesse lo "stato di necessità" di stare tra le pareti che ha pagato a caro prezzo e per le quali paga care tasse. Ritengo che le motivazioni addotte a giustificazione siano solo frutto di demagogia.

In fatto di demagogia, come non segnalare quei fatti in cui manifestanti, o meglio, quei galantuomini a viso coperto arrestati in flagranza di reato per aver lanciato corpi contundenti contro le forze dell’ordine vengono rimessi subito in libertà, in quanto il fatto è stato giudicato di lieve entità. Forse gli atti degli assalitori incappucciati possono essere considerati solo un po’ gravi se ci scappa qualche morto tra le forze dell’ordine, le quali fra non molto avranno ordine di presentarsi a questa marmaglia con brioche e cappuccino.

Con questi tre governi, che hanno avuto anche la spudoratezza di cancellare il reato di clandestinità, la casa è diventata solo una cassaforte da depredare da parte dello stato e da occupare da parte di rom, clandestini, immigrati ed appartenenti ai centri sociali.

Vabbé, in questo enorme palazzo di tolleranza si è consumato un altro fatto che non è solo sconcertante ma vergognoso: il caso Eternit dimostra in modo inequivocabile che nella "Patria del diritto" la giustizia viene amministrata alla casareccia per il fatto che, a mio modesto avviso, non sussiste il reato di responsabilità civile dei magistrati e che questi facciano carriera non in base ai veri meriti ma per anzianità e per appartenenza a qualche corrente; quando, come spesso succede, si arriva alla prescrizione, anche uno sprovveduto ravvisa che c’è molto che non va.

Quello che consola è l’ottimismo che il premier Renzi sfodera ad ogni chiacchierata, nonostante continui a fare non un passo in avanti ed uno indietro, ma un passo a destra, uno a sinistra ed il terzo indietro; va avanti solo con le chiacchiere.