Il PdL cerca casa, addio a via dell’Umiltà. Berlusconi teme sentenza Consulta

Domani Silvio Berlusconi fara’ rientro nella Capitale da dove e’ assente da una decina di giorni. E non e’ escluso che a palazzo Grazioli ad attenderlo ci siano i big del partito. Di ‘carne al fuoco’ ce n’e’ tanta e le riunioni che l’ex capo del governo ha tenuto in Sardegna nel fine settimana sono servite, solo in apparenza, a rasserenare il clima all’interno del partito. L’ex premier blinda il governo ma teme comunque l’avvicinarsi della sentenza della Consulta sulla richiesta di legittimo impedimento in merito al processo Mediaset. Raccontano che l’umore del Cavaliere continui ad essere nero di fronte alla ‘persecuzione giudiziaria’ di cui si sente vittima e che l’idea di restare impelagato nelle vicende di partito non lo alletti per nulla. Ma, il taglio dei finanziamenti e, contemporaneamente, l’ipotesi di un nuovo assetto da dare al Pdl sono questioni che lo chiamano in causa in prima persona. La decisione di chiudere via dell’Umilta’ (sede nazionale del partito) era cosa nota e stando alle ultime indiscrezioni entro pochi mesi il Pdl cambiera’ casa. Al momento si starebbero vagliando almeno tre nuove destinazioni: un edificio in via Barberini, un’altro via Tomacelli o piazza San Lorenzo in Lucina. Oltre alla sede nazionale, a chiudere i battenti saranno le sedi locali del partito. I soldi in cassa sono diminuiti e con essi l’intenzione di Berlusconi di mettere mano al portafoglio per foraggiare il partito con nuova liquidita’. Il discorso si lega poi in un certo senso anche con il progetto di dar vita ad un nuovo soggetto politico da affiancare al Pdl.

L’idea a cui stanno lavorando Daniela Santanche’ e Denis Verdini prevedere una struttura piu’ leggera, che coinvolga direttamente il territorio e totalmente costruita intorno al Cavaliere. Un progetto che l’ex capo del governo tiene da tempo nel cassetto, pronto ad essere utilizzato nel caso in cui il ritorno alle urne sia imminente e comunque da affiancare al partito originale che almeno per ora non puo’ essere messo in soffitta visto che i rimborsi elettorali finiscono nelle casse dei soggetti politici che hanno partecipato alle ultime elezioni.

Come spesso accade pero’ il Cavaliere tiene aperti diversi fronti, questo lo testimonia anche l’intenzione di tenere due riunioni separate in Sardegna, prima con Alfano e dopo con l’ala piu’ critica nei confronti del governo e dei doppi incarichi che ricopre il vice premier. Questo perche’ – spiegano diversi big del Pdl- Berlusconi non ha ancora comunicato a nessuno le sue reali intenzioni. Lo spartiacque potrebbe essere, appunto, l’arrivo per la meta’ di giugno della sentenza della Corte Costituzionale chiamata a decidere sulla richiesta di legittimo impedimento posta dal Cavaliere in merito al processo Mediaset. Secondo i cosiddetti falchi, se la Consulta dovesse pronunciarsi contro, le ripercussioni sul governo saranno immediate. In ogni caso, che i processi restino il pensiero fisso dell’ex capo del governo non e’ un mistero. Berlusconi ha affrontato l’argomento anche oggi con i suoi legali in una riunione ad Arcore preceduta da un pranzo con i figli ed i vertici aziendali. Il pensiero che la caduta del governo e di conseguenza una nuova instabilita’ politica possa avere delle ripercussioni anche sull’andamento delle sue aziende e’ un argomento che il Cavaliere usa spesso nelle sue conversazioni. Se dobbiamo staccare la spina a Letta – e’ il ragionamento – questo deve avvenire perche’ non ha rispetto gli impegni presi con me. Al momento, quindi, non possiamo mettere il governo a rischio.