E’ un esercito di giornalisti provenienti dai quattro angoli del mondo che ha dovuto affrontare oggi Francois Hollande, sceso per 2 ore e 40 minuti nella ‘fossa dei leoni’ in occasione della grande conferenza stampa di inizio a Parigi, che rischiava di essere monopolizzata dall’affaire Gayet, la presunta love story segreta del presidente rivelata dal settimanale ‘Closer’. A tentare di aprire le danze – in quella grande giungla di taccuini, microfoni e tv – e’ stato Alain Barluet, giornalista del quotidiano ‘Le Figaro’, che nelle sue vesti di presidente dell’associazione della stampa presidenziale ha il diritto di rivolgersi per primo al capo dello Stato.
"Coraggio al mio amico Barluet, che formulera’ LA (maiuscolo, ndr) domanda a Hollande", aveva scritto poco prima su Twitter il suo amico e collega, Guillaume Perrault. "Signor Hollande, Valerie Trierweiler e’ ancora la Premiere dame di Francia?", ha puntualmente chiesto Barluet appena finito il discorso introduttivo del presidente, durato quaranta minuti. Abilissimo, inafferrabile, freddo: al momento decisivo, Hollande e’ riuscito a liquidare lo scottante quesito con una risposta secca, che non ha lasciato spazio ai botta e risposta. Cosi’ e’ stato. "Capisco la sua domanda, sono certo che capira’ la mia risposta".
"Ognuno – ha sottolineato Hollande con voce ferma e volto serio – nella sua vita personale puo’ attraversare delle prove. E’ il nostro caso, sono momenti dolorosi. Ma ho un principio, gli affari privati si affrontano in privato. In un’intimita’ rispettosa di ognuno di noi. Non e’ ne’ il momento ne’ il luogo, non rispondero’ qui a nessuna di queste domande". Argomento chiuso, per il presidente, che ha promesso pero’ di fornire chiarimenti prima del suo viaggio in Usa, l’11 febbraio. Piu’ in la’, qualche francese e la stampa straniera, in prima fila quella anglosassone, hanno provato a tornare alla carica. Ma, almeno per oggi, Hollande sembrava ormai aver vinto la sua battaglia, rimanendo freddo e distaccato, riuscendo sempre con grande abilita’ a riportare il discorso sui grandi problemi del Paese, dalla crescita, al lavoro fino al rilancio della competitivita’. Mentre il suo responsabile comunicazione, Christian Gravel, indicava al suo staff i giornalisti a cui dare il microfono.
Gia’ intorno alle 15, una lunga fila di cronisti si era formata davanti ai cancelli dell’Eliseo in attesa di passare i controlli per accedere al palazzo presidenziale. Accolto con tutti gli onori – per quella che come da tradizione e’ una vera e propria cerimonia di auguri alla stampa – il ‘circo mediatico’ ha quindi preso posto nel salone delle Feste dell’Eliseo, in attesa dell’arrivo del presidente. Quella di oggi e’ inoltre l’unica occasione dell’anno in cui i giornalisti possono entrare dall’ingresso principale del Palazzo, normalmente riservato a ministri e capi di Stato. Alla conferenza stampa, fissata per le 16.30 ma cominciata con qualche minuto di ritardo, si erano accreditati circa 600 giornalisti. Che sono ancora in attesa di una risposta: Valerie Trierweiler, e’ ancora la Premiere Dame di Francia? Non tanto per fame di gossip. Quanto piuttosto per una questione pratica: come dovranno definirla quando si troveranno a doverla citare nel loro prossimo articolo?
































Discussione su questo articolo