Giovani italiani fuggono all’estero da un’Italia arrugginita – di Nello Passaro

Fuggono da un’Italia che a loro non ha nulla da offrire, ma sicuramente non per confrontarsi ed interagire con un’altra Italia fuori dai confini, rappresentata da organismi italiani moribondi; quell’altra Italia che potrebbe trarre vantaggio, nutrirsi della lingua dei tanti giovani italiani che oggi emigrano, come facevano i loro nonni tanti anni fa. Quell’altra Italia che, però, i nostri giovani non li sa conquistare. Proprio come lo Stivale.

E’ difficile poter far convivere due mondi che hanno formazione e cultura diversa. Neanche lo stesso eventuale interesse al diritto alla rappresentanza, presunto o effettivo che sia, difficilmente riuscirà a renderli compatibili.

Chi oggi lascia l’Italia, in aereo, con il trolley, lo smartphone, fugge da un contesto sociale vissuto ed analizzato criticamente, dal quale vuole evadere, per apparente o effettiva necessità, consapevole delle difficoltà a cui va incontro, senza nostalgia, senza rimpianto. La sua scelta di vita potrà non essere definitiva, saranno le circostanze a stabilirlo, ma dovrà essere comunque un’esperienza di vita che arricchisce.

I nostri giovani non vorranno rivivere oltre confine le stesse frustrazioni provate in Patria. Sapranno avvalersi di altri strumenti per salvaguardarsi e tutelarsi, non necessariamente attraverso pseudo organismi italiani che potrebbero offrire loro solo lusinghe ed approssimazione.