Forza Italia, Berlusconi: tra un mese torno in pista

Silvio Berlusconi assicura: Forza Italia è unita, il partito guarda al futuro. Un Cavaliere che conta di recuperare fra un mese la piena agibilità politica, grazie alla fine anticipata per buona condotta della condanna ai servizi sociali che sta scontando. Intervistato da Repubblica Silvio spiega: “Forza Italia? Non mi pare che ci siano divisioni. Ne sono certo. E poi tra un po’ spero di tornare in pista”, febbraio. Berlusconi si augura, appunto, che i magistrati gli concedano la fine anticipata della condanna.

Un lunedì iniziato proprio con la visita a Cesano Boscone, dove l’ex premier sta svolgendo i servizi sociali: la visita è stata anticipata perchè venerdì 26 si festeggia Santo Stefano. Dopo aver salutato gli ospiti del centro di accoglienza anziani, il Cav è rientrato ad Arcore dove alle 14 si è tenuto il pranzo con tutti gli eurodeputati di Fi, a cominciare dal leader dei frondisti Raffaele Fitto.

Nel corso del pranzo di Natale, durato circa tre ore, Berlusconi e Raffaele Fitto "si sono parlati come con tutto il resto della delegazione europea, intorno al tavolo", ha riferito il consigliere politico di Berlusconi Giovanni Toti, lasciando Villa San Martino intorno alle 18.15.

Un pranzo all’insegna del clima cordiale servito per fare il punto sulla politica internazionale. Nell’incontro fiume tenutosi nella residenza dell’ex capo del governo, secondo quanto si apprende, le crisi internazionali: da quella Ucraina all’avanzata del terrorismo islamico, sono stati gli argomenti principali del confronto con gli europarlamentari. L’occasione – spiegano in ambienti Fi – e’ servita anche per un confronto sugli impegni della delegazione italiana nell’ambito del Ppe.

Berlusconi parla anche di Quirinale, con Repubblica. Via libera a una indicazione in prima battuta da parte del Pd, purchè concordata con Forza Italia e finalizzata almeno in prima battuta alla maggiore convergenza possibile, Cinque Stelle e Lega compresi. "Vedo che il presidente del Consiglio – ha detto Berlusconi a "Repubblica"- continua a dire che il successore di Napolitano va scelto con il concorso di tutti. Con il concorso nostro, della Lega, del Movimento 5Stelle. È giusto così, siamo d`accordo".

Berlusconi ha posto una sola condizione alla scelta: il concorso e il consenso di Forza Italia. Sul cui altare ha immolato in poche battute tanto la precedente precisa richiesta di un presidente "non del Pd alla Giuliano Amato" come l’asserita rivendicazione che il Quirinale fosse parte integrante del patto del Nazareno da lui siglato con Renzi sulle riforme.

"Nei giorni scorsi mi hanno attribuito l`indicazione di Giuliano Amato. Ma non è vero. La mia posizione è assolutamente in linea con quello che serve, ho tracciato un identikit. Ho sempre pensato e ancora penso che il presidente della Repubblica – ha sottolineato Berlusconi, sdoganando anche candidature targate Pd – deve essere una persona equilibrata, seria, competente e che non stia da una parte sola. Non intendo fare liste prima che l`argomento debba essere affrontato ufficialmente: qualunque cosa io dica, verrebbe interpretata come il tentativo di bruciare questo o quel candidato. Io non voglio bruciare nessuno".