Ferrari, 27 milioni di buonuscita a Montezemolo. Lui: ‘Alitalia? Si vedrà’

Luca Cordero lascerà la presidenza della Ferrari con una buonuscita di 27 milioni di euro. Fiat, in un comunicato stampa, precisa che, “in linea con quanto previsto dalla Politica sulle Remunerazioni adottata dalla Società, sarà riconosciuto all’Avv. Montezemolo, quanto segue. L’Avv. Montezemolo percepirà l’indennità di fine mandato attribuitagli sin dal 2003 e già descritta nella Relazione sulla Remunerazione pubblicata dalla Società (pari a cinque volte la componente fissa della remunerazione annua di Euro 2.742.000 e quindi in totale ad Euro 13.710.000, pagabile nell’arco di vent’anni). Inoltre, a fronte anche dell’impegno dell’Avv. Montezemolo di non svolgere attività in concorrenza con il Gruppo Fiat sino al marzo 2017, sarà corrisposta la componente fissa e variabile della remunerazione dovuta sino a tale momento, che corrisponde alla originaria scadenza del mandato in Ferrari, complessivamente pari ad Euro € 13.253.000, da erogare entro il 31 gennaio 2015”.

Montezemolo, inoltre, “conserverà in via temporanea il diritto di acquistare prodotti del Gruppo Fiat con alcune facilitazioni nonché di usufruire di taluni servizi attinenti la sicurezza”.

L’INTERVISTA A MONTEZEMOLO Luca di Montezemolo in un’intervista a Repubblica: "Obiettivamente credo che sia finito un ciclo molto importante. E grazie alla forza della nostra azienda se ne può aprire uno nuovo con la quotazione di Fca. Questo ci riempie di orgoglio".

"Nel 1991 mi chiamò Enzo Ferrari. Mi disse: ‘Caro Montezemolo, avrei bisogno di un giovane come lei. Sa, non vinciamo il campionato dal 1973’, ricorda Montezemolo, aggiungendo: "Bisogna ringraziare uomini come Jean Todt. E un pilota straordinario come Michael Schumacher. Con loro abbiamo condiviso momenti difficilissimi. Non si riusciva a vincere e anche allora le critiche da Torino non mancavano. Poi sono arrivati gli anni meravigliosi delle vittorie".

Riguardo agli errori compiuti, sottolinea: "Abbiamo sottovalutato i cambiamenti nelle power unit e non abbiamo previsto le conseguenze dei regolamenti che non ti permettono di modificare il sistema motore durante la stagione per migliorarlo. Con Sergio Marchionne abbiamo avuto delle incomprensioni a cavallo del week-end. E certo la rottura dell’unico motore nella stagione con la fermata di Alonso non ci ha aiutato a capirci meglio".

"Non c’è un rapporto diretto tra vittorie su pista e vendite – aggiunge Montezemolo -. Lo dimostra il caso dell’America. Il 13 ottobre celebreremo i 60 anni di presenza di Ferrari sul mercato americano. Negli Usa la Formula 1 sanno a malapena che cos’è. Eppure per lunghissimo tempo è stato il nostro mercato principale".

"Per ora è importante continuare a lavorare. Prima del mio ultimo giorno di scuola, che sarà il 13 ottobre, ho ancora molte cose da fare. Al prossimo salone di Parigi presenteremo una nuova spider speciale. E poi voglio dedicarmi alla famiglia, portare a scuola mio figlio di quattro anni. Queste oggi sono le mie priorità. Quella di Alitalia è una possibilità. Vedremo".

L’INTERVISTA A MARCHIONNE "Devo smentire una cazzata che ho letto in questi giorni. Noi non abbiamo alcuna intenzione di snaturare la Ferrari, di integrarla nel gruppo o addirittura, come ho letto, di ‘americanizzarla’. Continueremo a rispettare l’autonomia di Ferrari come abbiamo fatto in questi anni offrendo a Luca (Montezemolo, ndr) e all’ad Amedeo Felisa il massimo della libertà di azione": così il numero uno di Fca Sergio Marchionne, in un’intervista a Repubblica. "Io e Luca – aggiunge riferendosi ai rapporti con Montezemolo – siamo amici e abbiamo continuato ad esserlo anche in questi giorni di polverone. E’ finito un ciclo e c’era la necessità di un passaggio generazionale".

Riguardo alle critiche fatte domenica scorsa, rivolte alla Ferrari che non vince, Marchionne spiega: "Non c’è nulla di cui pentirmi. Ho messo l’accento su un problema che riconoscono tutti. La vittoria è nel dna della Ferrari. Questo è un punto non negoziabile. Se domenica la Ferrari avesse vinto a Monza mi sarei rimangiato quello che avevo detto".