Farnesina, governo dice sì a chiusura Ambasciata d’Italia a Santo Domingo

Noi di ItaliaChiamaItalia eravamo stati i primi ad annunciarlo, nel dicembre 2013, poco prima di Natale: l’ambasciata di Santo Domingo è entrata nella lista delle chiusure della Farnesina. Non ci eravamo sbagliati e, passati i mesi, ecco che il ministro degli Esteri Federica Mogherini firma i decreti e nelle scorse ore il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla soppressione di quattro ambasciate – fra cui quella di Santo Domingo, appunto – e della Rappresentanza permanente presso l’Unesco a Parigi.

Oltre alla sede diplomatica presente nella Repubblica Dominicana, chiuderanno quelle a Tegucigalpa (Honduras), Reykjavik (Islanda), Nouakchott (Mauritania). Le funzioni della Rappresentanza permanente presso l’Unesco saranno invece attribuite alla Rappresentanza presso l’Ocse, che assumera’ il nome di ‘Rappresentanza d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali’.

Il piano di “razionalizzazione” delle rete consolare è partito anni fa sotto il governo Prodi. Durante il governo Letta, il ministro degli Esteri Emma Bonino aveva annunciato l’intenzione del governo di andare avanti con le chiusure. Ora Mogherini ha firmato e il Consiglio dei ministri ha dato il via libera.

Alla chiusura di queste sedi diplomatiche ne seguiranno altre. In totale sono 24 le sedi a cui il ministero mettera’ il lucchetto entro il 2014: oltre alle quattro ambasciate annunciate dal Cdm, chiuderanno i battenti tre consolati, sette sportelli consolari, quattro istituti di Cultura e sei sezioni distaccate di Istituti di cultura. Un piano che, come quantificato nei giorni scorsi dal Corriere della Sera, prevede risparmi per l’amministrazione per almeno una dozzina di milioni di euro l’anno, con un risparmio di poco piu’ di 8,5 mln di spese per il personale.

Questa settimana, in Senato, Mogherini nel corso di una audizione alla commissione Esteri ha annunciato un piano per risparmiare 108 milioni di euro in tre anni. Il pacchetto messo in campo dalla Farnesina prevede risparmi per 16 milioni di euro nel 2014, 12 milioni di euro nel 2015 e 52 nel 2016. Nel mirino della spending review una ‘revisione del trattamento economico del personale all’estero’, lo stipendio di ambasciatori e consoli, oltre alla ‘riorganizzazione della rete diplomatica e consolare”, appunto, e “il contributo agli organismi internazionali", insieme alla “razionalizzazione del patrimonio immobiliare".

Un impegno, quello del governo, che fa comunque male alle comunità italiane all’estero, che di fatto vengono abbandonate a se stesse, e a tutto il Sistema Italia oltre confine. Gli eletti all’estero fino sono stati a guardare mentre il governo chiude le sedi diplomatiche nel mondo: solo il MAIE, il Movimento Associativo Italiani all’Estero fondato e presieduto dall’On. Ricardo Merlo, ha deciso – anche a causa dei tagli alla rete consolare – di abbandonare la maggioranza e passare all’opposizione.