Europee, l’USEI al Viminale: Bunga Bunga è truffa, non ammettete simbolo

Un vero e proprio atto di diffida è stato presentato da Vincenzo Carrozzino, avvocato e segretario dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani, movimento politico presieduto da Eugenio Sangregorio, presso il ministero dell’Interno. Una comunicazione inviata al Viminale – ma anche alle Corti d’Appello di Milano, Roma, Napoli, Venezia e Palermo – la mattina di lunedì 14 aprile e che ItaliaChiamaItalia ha potuto visionare integralmente.

Tutto nasce dalla presentazione del contrassegno “Forza Juve – Bunga Bunga – USEI” presso il ministero in vista delle elezioni europee di maggio. Sangregorio, presidente USEI, contattato dal nostro quotidiano online, ha fin da subito detto di non saperne nulla: “non so chi siano i responsabili di tale lista. In ogni caso – ha spiegato – stanno usando il nostro simbolo in maniera illegittima, senza alcuna autorizzazione da parte nostra”. Lo stesso è stato ribadito da Sangregorio in un comunicato inviato alle agenzie di stampa.

Oggi la diffida. Nel documento, fra le altre cose, si legge: “si è appreso dalla stampa e da alcuni siti internet che è stato depositato a Roma, presso il Ministero degli Interni per le elezioni europee 2014 – senza autorizzazione alcuna da parte del legale rappresentante dell’USEI – un contrassegno composto che riproduce al suo interno, il contrassegno del partito dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani”.

Secondo l’USEI per potere utilizzare tale simbolo sarebbe stata presentata “documentazione falsa”. Inoltre, il simbolo presentato, non solo è “illegittimo, volgare e diffamatorio”, ma ha “gettato discredito in tutta la comunità italiana all’estero ove, si ripete, il partito politico dell’USEI con detto contrassegno ha partecipato alle elezioni del Parlamento Italiano”; discredito “anche nella stessa Italia, in quanto ha ottenuto un seggio alla Camera dei Deputati”.

Nell’atto di diffida, firmato in calce da Vincenzo Carrozzino, “si ribadisce che non vi è stata nessuna autorizzazione per l’utilizzo e per il deposito del menzionato contrassegno USEI, né dal Presidente Eugenio Sangregorio che rappresenta l’Unione Sudamericana Emigrati Italiani, né da altri organi del partito, compreso il sottoscritto Segretario”.

“L’eventuale mandato dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani – USEI prodotto presso il Ministero degli Interni dall’autore ad oggi a noi sconosciuto, per il deposito del contrassegno elettorale, non può che essere il frutto di un falso e truffa, poiché, si ripete, non vi è alcuna autorizzazione o mandato da parte degli organi rappresentativi del partito”.

Il documento depositato al Viminale informa anche del fatto che “in data odierna il Presidente Eugenio Sangregorio, in proprio e nella qualità di legale rappresentante del Partito Politico Unione Sudamericana Emigrati Italiani (USEI), provvederà a sporgere formale denuncia-querela presso il Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires, per l’inoltro alla Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di coloro i quali per i fatti sopra esposti saranno individuati dalla Giustizia quali responsabili del deposito presso il Ministero degli Interni del contrassegno sopra menzionato ove all’interno è raffigurato e ricompreso il simbolo del partito dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani (USEI) e per l’appropriazione, usurpazione e l’utilizzo dello stesso per le elezioni europee del prossimo 25 maggio 2014”.

Ed ecco la richiesta da parte dell’USEI: “stante l’imminente scadenza del termine per la presentazione delle liste elettorali per le elezioni europee 2014, da parte delle Ecc.me Corti Appello in indirizzo, è necessaria ed improrogabile una tempestiva pronuncia sulla illegittimità e conseguente esclusione della lista che usa il simbolo dell’UNIONE SUDAMERICANA EMIGRATI ITALIANI – USEI, depositato ed utilizzato da ignoti presso il Ministero degli Interni”.

“I motivi di urgenza – si spiega – sono dettati dalla necessità di impedire a chi ha usurpato illegittimamente e fraudolentemente il contrassegno, di presentare sul territorio nazionale autonome liste con il simbolo dell’UNIONE SUDAMERICANA EMIGRATI ITALIANI USEI e fuorviare così gli elettori; e dalla circostanza che, nel frattempo, dal momento che tali vicende hanno incominciato ad essere divulgate dalla stampa e dagli organi di informazione, possa sussistere ancor di più il pericolo che questi soggetti possano determinarsi in ulteriori atti di disposizione o di usurpazione del simbolo e Partito dell’USEI o che possano indurre il cittadino, che esercita il proprio diritto di voto, in errori dovuti a possibili ambigue comunicazioni mediatiche e cartacee, ovvero a cattiva informazione e/o speculazione politica fatta da altri gruppi politici con il conseguente  grave ed irreparabile danno per il Partito dell’USEI”.

“Pertanto – si evidenzia in conclusione -, stante il predetto grave ed irreparabile danno, si chiede alle Ecc.me Corti di Appello in indirizzo di non ammettere la lista recante il contrassegno – simbolo dell’UNIONE SUDAMERICANA EMIGRATI ITALIANI – USEI, poiché illegittimamente utilizzato ed usurpato da terzi, come sopra meglio specificato e verso i quali è stata presentata denuncia querela per i reati di cui agli artt. 482, 640 C.P. ed altri che si ravviseranno”.