Europee, Carozza (CGIE) scrive a Renzi: Italia unico paese con seggi all’estero

"Una situazione che stride fortemente con l’indirizzo" dato da Matteo Renzi all’azione del governo appena costituito. E’ il commento del segretario generale del Cgie Elio Carozza che, in una lettera aperta al presidente del Consiglio, mette in evidenza il fatto che l’Italia sia l’unico paese ad aver predisposto i seggi all’estero in occasione delle prossime elezioni europee. "Nel 2009 – spiega Carozza nella lettera – per la stampa dei materiali e l’organizzazione dei seggi elettorali sono stati spesi 10,4 milioni di euro, senza contare gli oneri di spedizione all’estero e facciamo notare che, in sostanza, ogni voto espresso è costato all’erario italiano 130 euro, oltre a trattarsi di un impiego di risorse in forte controtendenza con gli indirizzi di revisione della spesa perseguiti dal Suo governo, saremmo di fronte ad un atto difficilmente comprensibile proprio per coloro che dovrebbero beneficiarne, gli italiani all’estero.

Per le operazioni elettorali necessarie a consentire ad una platea di circa 4 milioni di elettori di rinnovare i loro organismi di rappresentanza, dopo cinque anni di rinvii, infatti, si è ritenuto di impegnare appena un terzo di tale somma, con il palpabile rischio che le obiettive difficoltà di esercitare il proprio diritto in condizioni normali possa determinare serie difficoltà per la partecipazione al voto. Solo chi non ha un’idea precisa delle difficoltà in cui si dibatte la nostra rete diplomatico-consolare a causa della costante crescita di funzioni e della diminuzione di personale e risorse a essa attribuiti – prosegue il segretario generale del Cgie – può pensare di riversare su di essa una nuova prova tanto complessa quanto inutile.

La invitiamo, quindi, a considerare l’opportunità di adottare, con comprensibile urgenza, un provvedimento normativo che possa scongiurare il concretizzarsi di una situazione discutibile, se non addirittura imbarazzante, sotto il profilo dello sviluppo della cittadinanza europea, della giustificazione dell’utilità della spesa e delle stesse capacità operative della nostra rete diplomatico-consolare, oberata da mille incombenze".