Europa in cima alla classifica con i Paesi più connessi a livello globale. Italia al 26° posto

Paesi Bassi in cima alla classifica. Singapore, Belgio, Emirati Arabi e Irlanda completano la Top 5. Faticano le nazioni del sud-est asiatico

Il DHL Global Connectedness Index, oggi alla sua settima edizione, incrocia più di 3,5 milioni di dati per monitorare la globalizzazione di 169 Paesi nel periodo che va dal 2001 al 2019.

Ogni Paese viene analizzato in base ai suoi flussi internazionali rispetto alla sua economia nazionale e in base alla distribuzione globale o più “focalizzata” dei flussi internazionali. I dati più recenti mostrano che i Paesi Bassi sono ancora in cima alla classifica del GCI 2020 come il Paese più connesso al mondo.

Singapore, Belgio, Emirati Arabi e Irlanda completano la Top 5. Singapore guida la classifica sui flussi internazionali rispetto all’attività economica interna, ma nessun Paese vanta una distribuzione dei flussi più globale di quella del Regno Unito. L’Europa è il continente più globalizzato in termini di flussi commerciali e di persone, con 8 delle 10 nazioni in testa alla classifica situate all’interno del territorio. Per quanto riguarda il flusso di informazioni e di capitali, il Nord America guida l’indice 2020.

L’Italia si aggiudica il 26° posto nel DHL Global Connectedness Index del 2020, stando ai dati 2019: il suo punto di forza è la distribuzione globale e variegata dei flussi internazionali, soprattutto per quanto riguarda l’informazione – basata specialmente sulla ricerca scientifica – e i flussi di persone: 6° posto su 138 grazie agli afflussi di studenti stranieri, immigrati e turisti da tutto il mondo. Affinché un Paese possa definirsi globalmente connesso deve avere da una parte grandi flussi internazionali rispetto alla dimensione della sua economia interna (quello che viene definito profondità), dall’altra flussi internazionali distribuiti a livello globale piuttosto che focalizzati in modo ristretto (d’ora in avanti definito con il termine ampiezza). In termini di “profondità” l’Italia è al 54° posto su 169, con un miglioramento di 6 punti classifica rispetto al 2017. Sebbene la profondità commerciale dell’Italia sia relativamente bassa (111° su 169), i suoi flussi di capitale hanno un’elevata profondità e posizionano il nostro Paese al 18° posto (su 99). In termini di ampiezza, l’Italia si colloca al 15° posto su 169, con un’ampiezza dei flussi di informazioni particolarmente elevata (2° su 163).