Sottosegretario Sisto: “Riforma della giustizia? Prima le emergenze: pandemia ed economia”

“Certamente c’è discontinuità rispetto al precedente governo, Cartabia ha già alzato il livello, rivoluzione copernicana rispetto a Bonafede. Solo prova orale per esame da avvocato”

Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sulla riforma della Giustizia ha detto: “La cosa importante è tenere conto delle emergenze. Ci sono rischi collettivi gravi e rischi individuali meno gravi, bisogna partire da quelli collettivi. Il governo deve tenere conto delle urgenze: pandemia ed economia. Bisogna lavorare insieme sotto la regia di Mario Draghi che io trovo autorevole anche perché silente”.

“Questo momento di riappacificazione ci deve vedere non litigiosi, disponibili ad un dialogo, senza mortificare nessuno, ma sicuramente per migliorare quanto fatto in passato, anche da Bonafede. Certamente c’è una discontinuità con il precedente governo, già nel fatto che come ministro c’è una persona della statura di Marta Cartabia, la quale ha fatto riferimento alla Costituzione, alla giurisprudenza europea ed ha già alzato il livello in maniera notevole nel tentativo di far perdere tutte le posizioni preconcette ed ideologiche. Prima eravamo abituati alle bandierine politiche prescindendo dal pensiero politico, ora il discorso è completamente capovolto. Questa è una rivoluzione copernicana. La ministra ha detto che non si può distruggere quanto fatto, bisogna migliorare quello che c’è. Oggi le emergenze sul fronte giustizia sono i fondi del Recovery da destinare alla giustizia, gli esami di avvocato e di magistratura”.

Sugli esami di Stato per gli avvocati. “Sugli esami di Stato per l’abilitazione alla professione forense, il Cts, con un parere sollecitato dalla Ministra Cartabia, ha definito a rischio le prove laddove rimanessero scritte. Si sta quindi lavorando nel senso di una prova orale ‘rafforzata’, in sostituzione di quella scritta, prodromica all’ammissione alla prova orale tradizionale. In questo modo si potrà coniugare la sicurezza dei candidati all’ambizione dei 26mila aspiranti avvocati di sostenere l’esame. I dettagli della prima prova sono allo studio, ma si tratterà certamente di una fase abilitativa alle prove orali tradizionali. In questo modo, chi vuole diventare avvocato potrà sostenere l’esame e avere l’onore di indossare la toga a difesa dei suoi clienti”.