Esteri, ministro Gentiloni: ‘recuperare l’interesse nazionale’

Appena rientrato da Abu Dhabi, è in partenza oggi per Bruxelles e mercoledì per Basilea. Dagli Emirati Arabi Uniti ai vertici Nato e Osce. Viaggi che hanno tutti in comune una sola bussola, come spiega in una intervista al Messaggero il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: "L’interesse nazionale".

Il ministro indica quali sono i cardini della nostra politica estera: "Atlantismo, europeismo, apertura a scambi e commercio, disponibilità a missioni di pace e per i diritti umani. Ma oggi non c’è più il bipolarismo nè l’illusione degli anni ’90 di un mondo omologato. C’è una grande instabilità, noi ne siamo al centro perché ci troviamo in mezzo al Mediterraneo. In questo nuovo contesto dobbiamo recuperare senza vergognarcene un concetto semplicissimo: l’interesse nazionale. Siamo europei e alleati degli americani, ma abbiamo un nostro occhio sulla geopolitica".

E aggiunge: "Vogliamo una grande coesione dello schieramento atlantico, e più Europa, in un giusto equilibrio con l’interesse nazionale. La politica estera non è un lusso per grandi potenze. Un Paese come l’Italia che ha 8mila chilometri di coste non può chiudersi. Siamo anche una delle 6-7 maggiori economie d’esportazione. Ci troviamo nel mezzo di una turbolenza o tempesta grave: da una parte ci sono le relazioni col nostro più grande vicino a Est, Mosca, dall’altra la fascia mediterranea nord-africana e mediorientale attraversata da uno sconvolgimento che mette in questione i confini fissati un secolo fa".