Eletti all’estero Pd, “solidarietà al popolo venezuelano e agli italiani in Venezuela”

“Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i cittadini di quella terra sfortunata, con particolare riguardo ai nostri connazionali e ai loro discendenti”

“Seguiamo con intensa partecipazione il dramma che il popolo venezuelano sta vivendo in queste ore. Esso, dopo anni di crisi economica e sociale acutissima, è ormai di fronte ad un bivio decisivo per il suo futuro: libertà o dittatura plebiscitaria, ripresa o ulteriore sprofondamento in una condizione di sofferenza sociale insostenibile”. Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari eletti all’estero del Pd, Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro.

“Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i cittadini di quella terra sfortunata, con particolare riguardo ai nostri connazionali e ai loro discendenti, che dopo tanto impegno e sacrifici hanno visto regredire drammaticamente la loro situazione, al punto che molti hanno dovuto affrontare una seconda emigrazione.

Per tutti è arrivato il momento di dire da che parte si sta. Per quanto ci riguarda, non abbiamo alcun dubbio: dalla parte della libertà e della democrazia vera, dalla parte del Parlamento uscito dalla consultazione elettorale, dalla parte di Guaidò che si è assunta la responsabilità di guidare il Paese verso nuove elezioni democratiche.

L’Italia e l’Europa devono al più presto prendere posizione chiara abbandonando tatticismi e riserve mentali, favorendo la pacificazione e il ritorno di questo grande Paese alla normalità democratica”.

“Di fronte a questa svolta – concludono i dem -, diventa ancora più inqualificabile l’eliminazione degli aiuti straordinari che il Governo Gentiloni aveva assicurato per l’assistenza ai nostri connazionali in Venezuela e urgente il loro ripristino. Così come vanno rimossi i filtri che sono stati frapposti alla fruizione da parte degli italiani all’estero delle misure varate di recente, come il reddito e la pensione di cittadinanza, per consentire a quanti potrebbero rientrare di potere usufruire di strumenti di iniziale sostegno e di dignitosa sopravvivenza, in vista di un’auspicabile, anche se lenta, ripresa del Paese caraibico”.