Difendiamo la nostra lingua e la nostra cultura

Un popolo che dimentica la propria storia e la propria cultura è un popolo destinato al declino. Spero di non essere un buon profeta

Le notizie parlano chiaro: l’italiano si conferma la quarta lingua più studiata al mondo. Questo deve farci riflettere. Purtroppo qui in Italia si sta affermando una mentalità secondo cui “con la cultura non si mangia”. La mortalità scolastica lo dimostra. Purtroppo, si è affermata una concezione secondo cui andare a scuola ed istruirsi “non serve a nulla”, anche perché (spesso e volentieri) il percorso scolastico non ha uno sbocco lavorativo. Questo crea dei problemi.

Mentre all’estero la lingua italiana è sempre più studiata e desta sempre più interesse, qui da noi i giovani sono sempre meno in grado di parlare un italiano accettabile. Questo è sconvolgente.

Errori ortografici come “squola” – anziché “scuola” – sono all’ordine del giorno. Inoltre, c’è sempre meno interesse per materie come la storia dell’arte. Personalmente, ritengo che sia un errore abolire la storia dell’arte al liceo. Nell’arte, infatti, vi è la storia del nostro Paese.

Quale storia avrebbe avuto l’Italia se non fossero mai esistiti personaggi come Arnolfo di Cambio, Donatello di Niccolò di Betto Bardi, Leonardo da Vinci, Filippo Brunelleschi, Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio e Filippo Juvarra? Il nostro Paese sarebbe stato ignorato.

Noi italiani abbiamo il dono di avere una grande cultura millenaria, una cultura intrisa di tradizione greco-romana e di cultura giudaico-cristiana.

Però, sembra che noi lo ignoriamo. Per esempio, quanta gente conosce il nome dell’autore dell’affresco “Predica e morte dell’Anticristo” della cappella di San Brizio del duomo di Orvieto?

Io penso che ben poche persone sanno che l’affresco fu fatto da Luca Signorelli (1450-16 ottobre 1523). Dunque, un popolo che dimentica la propria storia e la propria cultura è un popolo destinato al declino. Spero di non essere un buon profeta.