Di Maio (M5S), togliere il nome di Grillo dal simbolo? Non credo

Togliere il nome di Beppe Grillo dal simbolo del Movimento 5 Stelle? Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera grilino, risponde così: “Credo che lo dovremo decidere insieme, ma non credo, perché su questo ci sono tre regole nel Movimento. Una di queste è: fai massimo due mandati e te ne vai a casa, e secondo devi essere incensurato altrimenti non ti puoi candidare. Queste regole sono garantite oggi da Grillo. Se saremo in grado di auto-garantire queste regole, senza abusi o deroghe, allora non ci sarà più bisogno del nome”.

Intervistato a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24, Di Maio spiega: “Io credo che la spinta propulsiva di Grillo non si arresterà mai finché lui rimarrà nella sua coerenza e porterà avanti le battaglie che ha sempre portato avanti, anche prima del Movimento, in Italia”.

“Non ho dubbi – prosegue Di Maio parlando delle votazioni on line del Movimento – Io ne sono una dimostrazione vivente. Non conoscevo Grillo e Casaleggio e attraverso queste selezioni sono arrivato in Parlamento e i miei colleghi hanno deciso che dovessi fare il vice presidente della Camera; sulle votazioni più importanti, come quelle del Quirinale o quelle parlamentari, ci sono advisor esterni, società esterne, che certificano le votazioni”. Alla domanda se fosse Gianroberto Casaleggio a controllarle, Di Maio ha risposto: “No”.
 
NON USEREI I SONDAGGI PER GOVERNARE “I primi tempi abbiamo investito male nella comunicazione e l’abbiamo pagata perché abbiamo passato troppo tempo a lavorare nel palazzo senza spiegare alle persone cosa stessimo facendo”. “I sondaggi – continua Di Maio – lasciano il tempo che trovano, non ci credo, soprattutto dopo le europee: davano il Movimento al 35% e poi il risultato è stato quello che è stato. Io – prosegue Di Maio – mi preoccuperei di strumenti da mettere nella nostra Costituzione che consentano ai cittadini italiani di incidere veramente. Più che un sondaggio, farei delle consultazioni pubbliche vere, in cui il cittadino può andare a votare e dire ‘Luigi Di Maio o il Movimento Cinque Stelle hanno sbagliato su questa cosa o hanno fatto bene’”.