Denunciare gli effetti avversi ai vaccini non significa essere No Vax

Riconoscere gli eventuali effetti avversi del vaccino significa fare un buon servizio alla scienza, perché cercando di capire il problema si può migliorare il farmaco in questione

Non è corretto definire No Vax a prescindere chi denuncia gli effetti avversi dei vaccini contro il Covid. Il vaccino è un farmaco. Come tale, può dare reazioni avverse in alcuni soggetti. Ammetterlo non significa essere per forza contro il vaccino o contro la scienza. Anzi, nella scienza vi è il dubbio. Il dubbio è parte fondamentale della scienza. Tacere riguardo alla possibilità che il vaccino possa dare luogo a reazioni avverse in alcuni soggetti è antiscientifico e non il contrario. Riconoscere gli eventuali effetti avversi del vaccino significa fare un buon servizio alla scienza, perché cercando di capire il problema si può migliorare il farmaco in questione.

La scienza non è religione e non ammette la fede. Nella scienza vi è la ricerca. La ricerca parte dal dubbio. Se grandi uomini di scienza, come Albert Einstein, non avessero avuto il dubbio e la curiosità con la quale poterlo affrontare, oggi tante teorie importanti a noi note (come la teoria della relatività) non ci sarebbero. Questa è la scienza.

Fidarsi di un farmaco qualsiasi o di una singola teoria senza alcuna possibilità di dare ascolto ad altri esperti e senza poterla mettere in discussione, come se fosse un dogma religioso, non è un approccio scientifico, ma fideistico, che è il più antitetico rispetto alla scienza.

La fede ed il dogma sono cose che appartengono solo ed esclusivamente alla religione. Si può credere in Dio a prescindere dal fatto che egli esista o meno, perché non ci sono prove della sua esistenza. Però, riguardo alla scienza se vi sono dei dubbi è bene ascoltare anche chi li denuncia. Altrimenti, il rischio è che anziché incentivare la vaccinazione si possa avere l’effetto opposto. Così, la scienza rischia di essere screditata.