COVID | Gimbe: “Circolazione del virus ancora molto elevata”

“I casi attualmente positivi sono risaliti sopra il milione, il tasso di positività ai tamponi, con alcune oscillazioni, si attesta al 12-12,5%”

“Nella settimana 2-8 marzo si sono registrati circa 280 mila casi, ovvero qualcuno in più della settimana procedente, ma nel periodo 9-12 marzo si sfiora quota 264 mila. Praticamente con due giorni in meno abbiamo raggiunto lo stesso numero di casi”. Lo ha detto Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, su Radio Cusano Campus, sottolineando che “la ripresa della crescita dei nuovi casi, al momento, non è eclatante”.

Non ci sono ancora al momento evidenti conseguenze a livello ospedaliero, anche se “gli ingressi in terapia intensiva – ha precisato – “si sono sostanzialmente stabilizzati: dal 3 marzo abbiamo raggiunto i 42 ingressi al giorno e siamo rimasti più o meno fermi a quel numero”.

Sulla circolazione del virus: “Il dato generale è che siamo di fronte a una circolazione molto elevata del virus: i casi attualmente positivi sono risaliti sopra il milione, il tasso di positività ai tamponi, con alcune oscillazioni, si attesta al 12-12,5%”. “Questo tipo di aumento interessa un po’ tutte le Regioni e in particolare alcune del Sud e Centro Italia come l’Umbria, la Toscana, la Calabria. Inoltre i dati provenienti dall’Europa ci dicono che il virus sta rialzando la testa un po’ in tutti i Paesi”.

Sulla impennata dei contagi: “Questa risalita dipende da diversi fattori concomitanti: ci siamo rilassati un po’ troppo, anche perché le curve mostravano una ripida discesa della quarta ondata; probabilmente comincia a circolare anche in Italia la più contagiosa variante Omicron BA.2; l’inverno sta durando un po’ più del previsto e stiamo meno all’aperto, cosa che ci consentirebbe di ridurre la circolazione del virus per aerosol e, verosimilmente, la protezione vaccinale cala più rapidamente di quello che pensiamo anche in chi ha fatto il booster, come si vede soprattutto nelle persone più giovani”.

Sul green pass: “fatta eccezione per i grandi eventi, la probabilità che riduca il contagio è molto bassa. Il vaccino riduce di circa il 50% il contagio ed è la stessa riduzione che otteniamo con la mascherina. Se accettiamo di togliere il Green Pass non possiamo togliere anche l’altro strumento di prevenzione che ci permette di abbattere, più o meno con la stessa efficacia, il contagio. Questi sono numeri che vengono dalla letteratura. Per chi è vaccinato, la mascherina aggiunge un ulteriore 50% alla riduzione del rischio, mentre ai non vaccinati conferisce più o meno la stessa protezione di ha fatto il ciclo completo di vaccino”.

Inoltre, l’andamento della curva secondo Cartabellotta “ancora non è chiarissimo. Si registra un aumento dei valori di Rt, ma l’incremento del numero dei casi sembra ancora lineare: occorrerà una settimana circa per capire che tipo di andamento prenderà la curva. Il dato certo è che quando i casi aumentano oltre un certo numero, si invertono anche le curve dei pazienti ospedalizzati”.

Infine, conclude Cartabellotta “il problema reale è che con una circolazione del virus così elevata, le strategie fondamentali sono quelle di mantenere alte coperture vaccinali, aumentare il booster e utilizzare le mascherine. Tutto il resto può essere lasciato alla discussione della politica perché, al momento, non si tratta di strumenti in grado né di arginare il contagio né tantomeno di ridurre la probabilità di finire in ospedale”.