COVID | 5.636 nuovi positivi, 31 i morti. “Non vaccinati in terapia intensiva”

Per quanto riguarda la situazione dei ricoveri sono 2.880 nei reparti ordinari con un aumento di 94 unita' rispetto al giorno precedente

Sono 5.636 i nuovi positivi al Covid 19 in Italia nelle ultime 24 ore, 1.436 casi in meno rispetto a ieri.

I tamponi eseguiti sono stati 241.766, piu’ del doppio della giornata di ieri quando ne erano stati compiuti 102.864, e il tasso di positivita’ e’ diminuito passando dal 4,1% di ieri al 2,3% di oggi.

I decessi sono 31 (+9 rispetto a ieri) che portano a 128.273 il numero dei morti dall’inizio della pandemia.

Per quanto riguarda la situazione dei ricoveri sono 2.880 nei reparti ordinari con un aumento di 94 unita’ rispetto al giorno precedente. Le terapie intensive invece sono 322, con una unita’ in meno rispetto a ieri, con 26 ingressi del giorno. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.

“NON VACCINATI IN TERAPIA INTENSIVA”

“Non vaccinati (in terapia intensiva tutti), di età media tra i 50 e i 60 anni”. E’ l’identikit dei ricoverati per Covid all’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma. E a tracciarlo è il direttore Francesco Vaia, commentando i numeri del bollettino Inmi di oggi, in questi giorni improvvisamente più elevati. Il numero dei ricoverati nella struttura, spiega, “dipende dal fatto che lo Spallanzani raccoglie da tutti gli ospedali”.

Fra i pazienti, anche di terapia intensiva, tanti 50-60enni e qualche anziano non vaccinato. “Questi dati – evidenzia Vaia – confermano che i giovanissimi pur contagiati rispondono meglio alla malattia. E che tra i 50-60 anni la mancata vaccinazione, come per gli anziani, può essere molto, molto pericolosa. Il messaggio deve essere chiaro, senza indulgenza alcuna, dietrologia o astruse elucubrazioni: bisogna spingere fino in fondo nella campagna di vaccinazione dandole priorità e venendo incontro in ogni modo alle necessità e richieste dei cittadini”.

“Non è questo il tempo di dividerci né di nasconderci dietro ottuse e medievali burocrazie”, conclude Vaia, esortando: “Avanti per non tornare indietro. Sacrifichiamoci ora, anche qualche giorno di vacanza, per non tornare ad un settembre buio”.