CORONAVIRUS | “Oggi il vero problema nel Lazio sono i casi di importazione”

Pier Luigi Bartoletti, vicepresidente dell'Ordine dei medici di Roma e provincia: "Al lavoro per evitare cluster, i giovani guardino cosa accade negli altri paesi"

Foto ufficio stampa ADR/LaPresse 06 luglio 2020 Roma, Italia cronaca Fiumicino, operazioni per l'arrivo ed il controllo di un volo speciale proveniente da Dacca (Bangladesh). I passeggeri verranno sottoposti a test e tamponi covid 19 per ordine delle autorità sanitarie della regione Lazio.DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE

“Oggi i casi di importazione sono il vero problema. Stiamo lavorando per evitare che si creino nel Lazio nuovi cluster che, sommati, portino a una situazione di emergenza che vorrebbe dire un altro lockdown”. Lo ha detto, all’agenzia Dire, il segretario provinciale della Fimmg Roma e vicepresidente dell’Ordine dei medici di Roma e provincia, Pier Luigi Bartoletti.

“Non dobbiamo abbassare la guardia ma lavorare e riflettere su quanto sta accadendo in altri Paesi che avevano quasi azzerato i casi fino a poco tempo fa, come in Spagna, dove la Catalogna e la Galizia hanno di nuovo il lockdown per arginare una seconda impennata di casi. O Israele, dove si e’ arrivati alle dimissioni del ministro della Salute. Le nuove ondate si bloccano se i controlli non si fermano, se si lavora sui sintomatici ma anche
sulle persone che arrivano da Paesi con alti tassi di incidenza. Ieri ci hanno detto che stavamo esagerando a fare i controlli sui passeggeri che arrivavano a Fiumicino dal Qatar, tra i quali cittadini del Bangladesh, ma poi scopriamo che ci sono i positivi. La realta’ e’ che bastano pochi infettati per creare nuovi focolai”.

A Bartoletti non sono piaciute le scene di giovani senza mascherina assembrati in diverse zone di Roma. “Questa roba la paghi, se ne devono rendere conto. Guardino cosa sta succedendo negli altri Paesi, vogliono tornare a chiudersi in casa? E siamo in estate, una stagione sfavorevole per il virus. Noi oggi stiamo lavorando per ottobre. Devono capire, anche per la loro sicurezza, che non si puo’ giocare con il virus”.