CORONAVIRUS | Marattin (Iv): “Reddito di emergenza sia gestito dai comuni”

“Eurobond? Soluzione di medio-lungo periodo, nell'immediato serve il Mes light. Da Salvini mistificazioni sul Mes"

Luigi Marattin

Luigi Marattin, deputato di Italia viva, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulla garanzia ai prestiti per le imprese. “Ritengo che la situazione sia piuttosto seria quindi richieda liquidità immediata alle aziende, è prioritario che ogni realtà produttiva possa avere accesso a costo possibilmente zero e subito. Per questo vogliamo portare la garanzia pubblica al 100%”.
Sul reddito di emergenza. “Sono convinto che l’estensione degli strumenti fatta nel dl marzo copra abbastanza, sicuramente rimane ancora fuori qualcuno, ma questo qualcuno può essere raggiunto meglio dai comuni. La nostra idea è che non si crei un nuovo strumento da far gestire all’Inps, già sovraccarico, ma che lo gestiscano i comuni”.

Sugli eurobond. “C’è il piano di medio-lungo periodo e quello immediato. Nel piano di medio-lungo periodo servono gli eurobond, una maggiore condivisione del rischio, ma questo non può realizzarsi settimana prossima. Il piano immediato secondo me deve essere usare lo strumento che già esiste per emettere bond comuni, che si chiama Mes. E’ evidente che il Mes pensato con le condizionalità che sono state date alla Grecia non è fattibile in questa fase. Il Mes deve essere usato con condizionalità leggere e uguali per tutti. Io vorrei capire qual è il problema. Salvini dice che sarebbe un furto perchè i soldi dovranno essere restituiti, ma allora anche l’emissione di bond è un furto dato che devono essere restituiti. Siamo veramente in presenza di una mistificazione della realtà. Dopodichè in prospettiva io sono per gli eurobond, ma serve tempo per farli”.

Sulla riapertura. “La politica ha il dovere di guardare avanti, di capire come potrà avvenire la ripartenza. Capire quali sono le attività che riapriranno per prime, quali fasce della popolazione usciranno per prime, e capire come farlo in sicurezza. La politica non può rincorrere sempre gli eventi”.